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Salvare il suolo? È una missione possibile


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Salvare il suolo? È una missione possibile

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Come migliorare la salute del suolo, prevenirne l’erosione e l’inquinamento a livello europeo? Le risposte stanno arrivando da Ispra nel Nord Italia, ce ne occupiamo per il nostro programma Futuris.

Julian Lopez Gomez, giornalista Euronews:
“Erosione, inquinamento, annientamento della biodiversità, urbanizzazione. Il suolo europeo sta fronteggiando diverse minacce. Minacce che questi scienziati, nel Nord Italia, stanno cercando di comprendere per poter proporre le migliori soluzioni”.

In una soleggiata giornata vanno a campionare il suolo. Si tratta di scienziati, biologi e ingegneri agricoli. Tutti sono impegnati in uno sforzo collettivo per capire cosa succede sotto i nostri piedi. E insieme agli altri colleghi in giro per l’Europa non sono a corto di lavoro.

Oihane Fernandez Ugalde, Ingegnere agricolo di “Joint Research Centre”: http://esdac.jrc.ec.europa.eu/ :
“Abbiamo ricevuto 25mila campioni provenienti da tutta Europa, vengono analizzati per identificarne le proprietà fisiche, chimiche e biologiche”

Julian Lopez Gomez: “E come sono selezionati questi siti?”

Oihane Fernandez Ugalde:
“Sono scelti in base al Paese per avere una copertura omogenea in tutta Europa. Inoltre si considera il tipo di vegetazione che hanno, l’uso che si fa del suolo, le condizioni climatiche e i differenti tipi di terra”.

C‘è un sito che è terreno agricolo: un campo di grano appena raccolto. E, dicono i ricercatori, porta le cicatrici di uno dei nemici principali del suolo: l’erosione.
Pioggia, pratiche agricole inappropriate e topografia sono le cause della rimozione di 2,4 tonnellate di terra per ogni ettaro di suolo fertile in tutta Europa.
Comprendere la situazione aiuta i ricercatori a proporre tecniche di prevenzione contro l’erosione del suolo.

Panos Panagos, Joint Research Center: “Siamo capaci di consigliare i contadini sulle pratiche da seguire per contrastare l’erosione. Possiamo riassumerle così: cercare di ridurre la lavorazione del terreno, dopo la raccolta, lasciare i residui vegetali sui campi. Noi consigliamo anche di proteggere i margini in erba: è preferibile averne, ai bordi dei campi”.

Questi scienziati del Joint Reserch Centre mirano a comprendere accuratamente cosa sta avvenendo sotto i nostri piedi così l’Unione Europea puo’ determinare politiche per una migliore e più sostenibile gestione del suolo. I ricercatori dicono che la posta in gioco è molto alta.

Arwyn Jones, scienziato del suolo, Joint Research Centre:
“La maggior parte delle persone pensa al terreno come fonte di cibo perché, per esempio, il 99.9 per cento delle calorie che mangiamo proviene da agricoltura tradizionale. Ma il suolo svolge anche altre funzioni come pulire l’acqua, mitigare gli effetti delle inondazioni, combattere il cambiamento climatico incamerando nella terra l’anidride carbonica dell’atmosfera. Ci protegge dagli effetti dell’inquinamento”.

Per raggiungere questi obiettivi il terreno deve essere in buona salute. Un buon indicatore, in questo senso, è la biodiversità. Infatti i ricercatori prendono anche campioni in foreste, per esempio, per ulteriori analisi biologiche.

Alberto Orgiazzi, biologo, Joint Research Centre: “Si stima che in un ettaro di suolo siano presenti 5000 chili di organismi. Se li potessimo pesare peserebbero 5000 chili che corrispondono più o meno al peso di un centinaio di pecore”.

Analisi biologiche classiche devono essere combinate con sofisticati studi sul DNA per determinare con maggiore precisione i diversi tipi di comunità biologiche.

Alberto Orgiazzi: “Leggendo le sequenze del DNA estratte dal suolo, possiamo capire a quali organismi appartengano e quindi gli organismi presenti in quel suolo. In questo modo, caratterizziamo la biodiversita’”.

Atlanti, database interattivi, modelli, raccomandazioni sulle politiche da adottare e campagne di sensibilizzazione pubbliche, sono i risultati finali di uno sforzo di ricerca diretto a scavare in profondità nei segreti del nostro suolo.

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