ULTIM'ORA

Lettura in corso:

HRW denuncia le violazioni dei diritti umani nel Golfo


mondo

HRW denuncia le violazioni dei diritti umani nel Golfo

I governi dei Paesi del Golfo hanno dichiarato guerra agli attivisti che li hanno criticati sui social media.
Secondo Human Rights Watch, Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno risposte al dissenso con arresti, condanne arbitrarie e un forte controllo sulle modalità di espressione via internet.

L’organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani ha messo online un sito interattivo nel quale si possono cercare notizie su 140 dissidenti.
Il sito si chiama “140 characters”, con un gioco di parole che fa riferimento sia ai personaggi descritti, sia al numero di caratteri massimo utilizzabile in un Tweet.

Lo strumento descrive gli sforzi che gli attivisti compiono per resistere ai tentativi di metterli a tacere.

Tra loro: Nabeel Rajab e Zainab al-Khawaja del Bahrain, Waleed Abu al-Khair e Mohammed Fahad al-Qahtani dall’Arabia Saudita, Ahmed Mansoor e Mohammed al-Roken dagli Emirati Arabi Uniti.

Non manca Raif Badawi, il fondatore del sito Saudi Liberal Network, che incoraggiava le discussione su questioni politiche e religiose.
Badawi, arrestato nel giugno 2012 e condannato a 10 anni di prigione e 1.000 frustate per “insulto all’Islam”, è stato insignito del premio Sakharov dal Parlamento europeo.

Nel 2016 il Paese del Golfo più rigido contro i blogger impegnati è l’Arabia Saudita, che ne ha imprigionati 8, seguita dal Bahrain (5 “Netizens” incarcerati), secondo il barometro di Reporter senza frontiere

HRW invita a twittare direttamente i propri commenti verso gli account ufficiali degli enti governativi dei Paesi del Golfo con l’hashtag #140GulfCharacters

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Prossimo Articolo

mondo

Morta Tina Anselmi, prima donna ministro