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Islanda: le urne premieranno i partiti anti-sistema?


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Islanda: le urne premieranno i partiti anti-sistema?

In Islanda hanno sfidato venti gelidi e pioggia i cittadini che si sono recati alle urne per le elezioni politiche anticipate.

Ma il brutto tempo è un dettaglio minore in un paese che sembra pronto a voltare pagina, dopo un governo di centro destra.

In crescita nei sondaggi al 20% i Pirati, formazione anti-sistema, che potrebbe puntare a una coalizione con altri 3 partiti, tra cui i Verdi.

“Non abbiamo intenzione di temporeggiare – dice la leader dei Pirati, Birgitta Jonsdottir – Vogliamo soltanto portare l’Islanda nel 21° secolo. E lo facciamo con il coraggio di realizzare una politica diversa”.

Nella ventata di novità si cerca di inserire anche il Partito Liberale, riformista e filo-europeista.

“È importante questo voto – sottolinea Benedikt Johannesson, candidato Vidreisn – perché la società islandese è stata passiva per troppo tempo. Ora devono essere applicate le riforme che i cittadini chiedono. E noi le abbiamo nel nostro programma”.

Nella campagna elettorale è emersa l’indignazione per il sistema su cui si basa la politica tradizionale.

“Voglio che sparisca la corruzione – dice una cittadina – Pretendo che il sistema funzioni, in modo trasparente che le persone possano avere accesso a tutte le informazioni”.

Il voto arriva dopo lo scandalo dei Panama Papers che ha travolto il primo ministro islandese Gunnlaugsson. Ora gli elettori potrebbero decidere di premiare gli “outsider”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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