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Afghanistan: Abdullah a euronews "trasparenza su aiuti e dialogo con taleban"

Quindici anni dopo la caduta dei taleban in Afghanistan, il Paese è ancora faticosamente alla ricerca della pace e della stabilità.

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Afghanistan: Abdullah a euronews "trasparenza su aiuti e dialogo con taleban"

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Quindici anni dopo la caduta dei taleban in Afghanistan, il Paese è ancora faticosamente alla ricerca della pace e della stabilità. Durante la recente conferenza a Bruxelles sugli aiuti esteri all’Afghanistan, abbiamo incontrato Abdullah Abdullah, capo dell’esecutivo e numero 2 del potere.

Maria Sarsalari, euronews: “Abdullah Abdullah, grazie per aver accettato il nostro invito. In passato e ancora adesso, il modo in cui gli aiuti internazionali sono stati spesi in Afghanistan è oggetto di critiche. Alcuni lo considerano uno spreco di denaro, altri ne criticano la cattiva gestione. Quali garanzie si possono dare alla comunità internazionale che gli sprechi del passato non si ripeteranno?”

Abdullah Abdullah, capo dell’esecutivo e numero 2 dell’Afghanistan: “Quindici anni fa, quando è stata avviata la cooperazione della comunità internazionale in Afghanistan, i tempi erano diversi. I dipartimenti governativi non erano abbastanza forti, le priorità non erano chiare e ci sono stati problemi nella pianificazione dei progetti. Probabilmente, nei primi anni, centinaia di milioni di dollari sono stati spesi in collaborazioni, per il reclutamento dei consulenti nei ministeri e nei dipartimenti. Ma una parte del problema era legato alla corruzione collegata proprio a quei contratti. Recentemente, abbiamo compiuto riforme strutturali sulle procedure di nomina e il lavoro continua. I cittadini hanno il diritto di ricevere garanzie su questi temi, se lo aspettano da noi e noi lavoriamo per questo – aggiunge – Che si tratti di entrate dello Stato o di aiuti internazionali, il popolo afgano vuole che questi proventi siano spesi in maniera trasparente e che tutto sia contabilizzato, dobbiamo essere chiari sia con i cittadini che con i donatori. Sono stati fatti passi avanti positivi così come concordato con la comunità internazionale, ma c‘è ancora tanto lavoro da fare”.

euronews: “La presenza degli ex signori della guerra nel governo, la loro influenza e il fatto che alcuni di loro agiscano fuori dallo stato di diritto è fonte di preoccupazione e discussione. Come si può immaginare che, in un futuro non molto lontano, ogni persona della Repubblica islamica dell’Afghanistan rispetti lo stato di diritto?”

Abdullah Abdullah: “Beh, questo è un processo. Rispetto agli anni precedenti, la situazione è migliorata. Chiunque faccia uso della forza e agisca al di fuori della legge, dovrebbe essere fermato. Bisognerebbe ascoltare le rimostranze della gente. Tuttavia, in linea generale, non sono d’accordo sul dividere le persone in categorie, in base al loro passato”.

euronews: “Dopo l’annuncio dei risultati delle elezioni presidenziali – che ha richiesto molto tempo – è stato formato un governo di unità nazionale, una definizione che ha acceso le speranze di molti. Nel frattempo, abbiamo sentito che il Presidente e il capo dell’esecutivo hanno due squadre separate. È vero? Ci dice chiaramente qual è la ragione? In caso contrario, se non esiste un tale risentimento tra lei e il Presidente, lo dica chiaramente in modo che le persone possano tranquillizzarsi”.

Abdullah Abdullah: “Quindi lei mi sta chiedendo, se c‘è o meno un risentimeno?”

euronews: “Sì”.

Abdullah Abdullah: “Bene, tutti si aspettano che il governo di unità nazionale faccia bene. Ancora oggi abbiamo avuto discussioni su diversi temi. Tutti hanno sottolineato l’importanza dell’unità all’interno di un governo di unità nazionale. La base per il lavoro dell’esecutivo è l’accordo firmato prima dell’arrivo al potere e non c‘è alternativa al governo di unità nazionale. Naturalmente, potrà essere sostituito dopo le prossime elezioni presidenziali che vedranno presenti tutti gli schieramenti. Queste è la strada maestra. La cosa buona del processo democratico è che la gente può giudicare i governi e noi speriamo che tutti possano usare questa possibilità nel miglior modo possibile”.

euronews: “Si è detto che parte dell’aiuto dato a Kabul è per convincervi a riprendere un gran numero, decine di migliaia, di immigrati afghani dall’Europa. È così? c‘è stato un accordo del genere?”

Abdullah Abdullah: “Assolutamente no! Non c‘è alcun dubbio che la questione degli immigrati e dei richiedenti asilo si sia trasformata in un grosso problema per l’Europa. È stato un argomento di discussione tra l’Afghanistan e i funzionari dell’Unione europea, ma queste discussioni sono completamente separate dai colloqui preparativi alla conferenza di Bruxelles”.

euronews: “Il recente attacco dei taleban a Kunduz ha sollevato la preoccupazione di molti e questa conferenza stava quasi passando in secondo piano. Come procedono i colloqui di pace in corso con taleban? Può essere raggiunto un accordo con loro simile a quello che è stato recentemente raggiunto con l’Hezb e Islami guidato da Gulbuddin Hekmatyar?”

Abdullah Abdullah: “Purtroppo, i taleban credono ancora nello scontro e nella vittoria militare, mentre il governo dell’Afghanistan mantiene aperta la porta della pace e del dialogo. Il principio di risolvere la questione attraverso il dialogo è la posizione dell’esecutivo afghano. Una posizione simile a quella mantenuta nei colloqui con Hekmatyar, basata sul rispetto della Costituzione dell’Afghanistan, sulla fine delle violenze e sulla rottura dei legami con i gruppi terroristi. Senza queste basi, la pace non può concretizzarsi”.

euronews: “Le faccio un’ultima domanda: tenendo conto della sua popolarità, sarebbe interessato a candidarsi ancora alle prossime elezioni?”

Abdullah Abdullah: “In questo momento, tutta la mia attenzione è dedicata a servire il popolo e al lavoro del governo di unità nazionale. Prendendo in considerazione che la gente ha votato sia per il presidente che per me, tanto da rendere necessario di unire le forze, la nostra massima attenzione deve essere dedicata al servizio del popolo. Poi vederemo”.