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Volo MH17, Mosca rigetta accuse e parla di motivazioni politiche dell'inchiesta


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Volo MH17, Mosca rigetta accuse e parla di motivazioni politiche dell'inchiesta

Mosca non ci sta. La Russia critica duramente le conclusioni dell’inchiesta a guida olandese sull’incidente del volo MH17 della Malaysia Airlines, abbattuto sui cieli dell’Ucraina orientale il 17 luglio di due anni fa.

Il velivolo decollato da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur con a bordo 298 persone è stato abbattuto con un sistema missilistico terra-aria Buk di tipo russo. Il razzo è partito dall’area controllata dai ribelli filo-russi e il lanciatore arrivato dalla Russia è tornato a passare il confine la notte stessa del disastro secondo le conclusioni dell’inchiesta condotta dal board internazionale.

“La Russia è delusa del fatto che nulla sia cambiato nell’indagine sull’incidente del Boeing” ha reagito la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “Le conclusioni della procura olandese confermano che gli inquirenti si sono basati su motivazioni politiche. Fare accuse arbitrarie e prive di fondamento è divenuta ormai la norma per i nostri colleghi occidentali. Vorremmo chiedere: quando la faranno finita?”.

Mosca sostiene che i suoi Buk non hanno mai lasciato il territorio nazionale ed ha annunciato una controinchiesta. Per le conclusioni del Joint Investigation Team (Jit) composto da Olanda, Malaysia, Australia, Ucraina e Belgio ha invece espresso soddisfazione il Presidente ucraino Petro Poroshenko: “Ci sono prove incontrovertibili su chi sia stato il responsabile di questo attacco terroristico” ha detto il Capo dello Stato.

Le indagini sull’abbattimento del Boeing 777 condotte dal team internazionale si sono basate, oltre che sull’analisi dei resti del velivolo, sulle intercettazioni telefoniche e le informazioni transitate dai social media che hanno permesso di ricostruire il percorso del lanciatore Buk prima e dopo dell’incidente.

Gli inquirenti, durante la conferenza stampa che si è tenuta a Nieuwegein, nei Paesi Bassi, hanno inoltre insistito sulle contraddizioni in cui sarebbe caduta Mosca nel corso degli ultimi due anni. Contestando la versione fornita dal Jit, il Cremlino ha sostenuto che le mappature radar del 17 luglio 2014 non mostrano nell’area dell’abbattimento nessun oggetto in volo salvo il Boeing della Malaysia. Precedentemente, il Cremlino aveva sostenuto invece che nell’area era presente un secondo velivolo e che si trattava di un jet dell’aviazione ucraina, solo possibile responsabile dell’abbattimento dell’MH17.

Al di là dell’evidente conflitto che si nasconde dietro alla vicenda e che vede la Russia contrapposta all’Ucraina ma più in generale ai Paesi occidentali, la fondatezza o meno della ricostruzione che emerge dall’inchiesta lascia aperta la questione degli eventuali responsabili diretti della strage. Nessuna pista è stata messa in evidenza su chi abbia dato l’ordine di spostare il Buk in territorio ucraino nè su chi abbia dato l’ordine di aprire il fuoco.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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