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Le indagini sul disastro del Boeing 777: tra verità, depistaggi e dolore


Paesi Bassi

Le indagini sul disastro del Boeing 777: tra verità, depistaggi e dolore

Il 17 luglio del 2014, il volo della Malaysian Airlines parte in orario da Amsterdam, diretto a Kuala Lumpur. A bordo 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio.

Il veivolo, un Boeing 777, sta attraversando l’Europa orientale e si trova a qualche decina di chilometri dal confine russo-ucraino quando si perdono i contatti.

Il boing precipita in prossimità di tre peasi della regione di Donets’k, il territorio è già controllato dai separatisti filo-russi che hanno ingaggiato da diversi mesi una guerra per l’indipendenza dall’Ucraina.

Il governo accusa i sepratisti filo russi, che respingono ogni addebito.

Di fronte alle richieste della comunità internazionale che chiede un’indagine autonoma e trasparente, le autorità di Kiev rispondono con le registrazioni telefoniche che proverebbero il coivolgimento russo e quello dei separatisti.
Secondo questa ricostruzione, sostenuta dagli ucraini, dagli statunitensi e ampiamente ripresa dai media occidentali, a poca distanza dall’aereo malese avrebbe dovuto volare un aereo da trasporto militare ucraino con rifornimenti per l’esercito; i ribelli avrebbero colpito l’aereo passeggeri per errore, scambiandolo per il velivolo ucraino.

Il governo russo dichiara a sua volta che l’Ucraina deve assumersi piena e totale responsabilità in quanto l’incidente si è verificato nel suo spazio aereo.

Le indagini vengono affidate al Dutch safety board, l’ente per la sicurezza del volo, con il solo obiettivo di stabilire la causa del disastro.

Le scatole nere intanto vengono rinvenute qualche giorno dopo la tragedia e consegnate alle autorità della compagnia aerea.

Nel settembre del 2014, il Dutch Safety Board pubblica un rapporto preliminare sull’incidente, in cui si eslude la possibilità di un guasto tecnico o di azioni messe in atto dall’equipaggio.

Nel rapporto finale dell’ottobre scorso, le autorità olandesi concludono che a provocare il disastro è stata l’esplosione di un missile terra aria Buck, lanciato da un’area di diverse centinaia di metri quadrati nell’est dell’Ucraina.

Il Joint Investigation Team ha cercato di istituire un tribunale internazionale, scontrandosi con il niet della Russia che ha posto il proprio veto al Consiglio di sicurezza Onu nel luglio del 2015.

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