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Elezioni in Russia: gli ultra-nazionalisti sorpassano i comunisti

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Elezioni in Russia: gli ultra-nazionalisti sorpassano i comunisti

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Nelle proiezioni post voto, gli ultra-nazionalisti hanno sorpassato i comunisti (Kprf) che erano il secondo partito dopo Russia Unita. A raccogliere consensi è stato il leader Vladimir Zhirinovskij (Ldpr) che inneggia al ritorno dei confini dell’Urss, loda l’annessione della Crimea e attacca le minoranze etniche.

“Il risultato di Russia Unita non è merito del partito ma solamente dell’intera macchina dello Stato”, ha detto Vladimir Zhirinovskij

Patriottismo e nazionalismo hanno avuto quindi più presa tra gli elettori di quei partiti che fanno una opposizione cosiddetta di sistema ovvero che appoggiano Putin sulle scelte fondamentali. Per il il leader del partito comunista russo, la vittoria di Russia Unita è “una farsa”.

“Non c‘è stato un dibattito reale, falsi partiti sono stati creati solo per togliere voti ai comunisti. Russia Unita sta cercando di unirsi ai “liberaldemocratici” solo per avere una maggioranza parlamentare” ha attaccato Ghennadi Ziuganov.

Resta fuori dal parlamento la vera opposizione come quella del movimento Parnas che ha pagato più di tutti la repressione seguita alle proteste del 2012. Partito affondato nel febbraio 2015 dall’assassinio del suo fondatore di Boris Nemtsov, freddato davanti alle mura del Cremlino.

“Purtroppo i russi hanno smesso di credere che le elezioni possano rappresentare uno strumento democratico di cambiamento. È un peccato”, ha detto il leader Mikhail Kasjanov.

Nella sostanza tutto resta com’era. Non cambieranno per il partito di Putin i compagni di scranno nella Duma. Ci saranno ancora Liberaldemocratici, i Comunisti e Russia Giusta. Quello che resta da capire è solo in quali numeri.

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