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Con RefettoRìo il cibo dei campioni olimpici per le favelas

Un progetto di Massimo Bottura: usare gli avanzi per trattare i più poveri come principi

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Con RefettoRìo il cibo dei campioni olimpici per le favelas

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Non è un semplice refettorio, ma un… RefettoRìo, quello che lo chef italiano Massimo Bottura ha inventato a Rio de Janeiro per chi, nelle favelas, non potrebbe permettersi un pranzo da campioni. Un progetto realizzato in collaborazione con l’organizzazione no-profit Gastromotiva di David Hertz.

“Non si tratta semplicemente di dar da mangiare a cento persone – spiega -, di mense se ne possono mettere in piedi a migliaia. È qualcosa di diverso. Due giorni fa uscendo da qui due persone hanno detto: è la prima volta nella nostra vita che siamo stati trattati come principi”.

L’idea di base è semplice: redistribuire il cibo del villaggio olimpico in eccesso ai meno fortunati. In una realtà in cui ogni giorno più di 230 tonnellate di cibo sono usate per preparare 60 mila pasti, RefettoRìo è anche un modo di lottare contro gli sprechi. E, in un’ambientazione che combina architettura d’avanguardia, design e arte, è l’occasione di trattare delle persone come meritano: come principi.