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Olimpiadi di Rio, il doping e soldi oltre allo sport. Come è successo alla Sharapova

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Olimpiadi di Rio, il doping e soldi oltre allo sport. Come è successo alla Sharapova

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I Giochi Olimpici prendono il via in Brasile tra le turbolenze, soprattutto per lo scandalo del doping russo.
Lo sport è stato spesso travolto da casi di doping nel corso degli ultimi venti anni, ma questo è forse il più grande.
Circa un terzo della fortissima squadra russa, composta inizialmente da 387 atleti, è stato bandito dalle gare a Rio.

E sport vuol dire soldi. Prendiamo il caso di Maria Sharapova. La tennista russa era una vera e propria macchina da soldi. Nella sua carriera ha guadagnato 285 milioni di dollari, 30 milioni solo l’anno scorso, di cui 23 milioni provenienti dal marketing.

Quando la tennista ha ammesso di essere risultata positiva ai test, Nike, Tag Heuer e Porsche hanno immediatamente ritirato le sponsorizzazioni.
Nike era il contratto più redditizio, 12,5 milioni di dollari l’anno. In totale, nella sua carriera, Sharapova ha ricevuto dal brand di scarpe circa 70 milioni di dollari. L’azienda americana in seguito ha ripreso la sponsorizzazione.
Ma gli esperti dicono che alcune aziende non vogliono più vedere il loro marchio associato al suo nome.

Più di 3,6 miliardi di persone ha guardato le Olimpiadi di Londra 2012: è più della metà della popolazione mondiale.
Saranno così tante anche stavolta che i Giochi sono colpiti dallo scandalo doping?

Nonostante tutto, le Olimpiadi restano uno tra i maggiori eventi sportivo del mondo.
Secondo gli esperti, però, quando la reputazione di un marchio è messa in dubbio, questo può influenzare la percezione dei consumatori. E più grande è il marchio e maggiore è l’impatto potenziale.

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