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Euro 2016: il meglio e il peggio del torneo che ha incoronato il Portogallo campione

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Euro 2016: il meglio e il peggio del torneo che ha incoronato il Portogallo campione

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Ben ritrovati a Euro 2016. Il torneo continentale ha chiuso i battenti domenica sera, con la vittoria del Portogallo a Parigi, sulla Francia padrona di casa. Qui con me, c‘è Bruno Sousa, giornalista portoghese della redazione sportiva di euronews. Buongiorno Bruno. Andiamo subito dritti al punto. Cosa significa per il vostro Paese questo successo, direi, inatteso alla vigilia della competizione?

Bruno Sousa: Beh, vedendo la festa in Portogallo e in giro per il mondo si può capire quanto questa vittoria sia importante per i portoghesi. Non è stata una bella vittoria, perchè il Portogallo ha avuto qualche difficoltà e questo è un po’ il riflesso della storia portoghese negli ultimi anni. Abbiamo attraversato momenti difficili, continuiamo a farlo, da un punto di vista sociale ed economico. In campo, anche i giocatori hanno avuto dei problemi, non solo durante la finale, ma anche nella fase a gironi. Alla fine, hanno vinto però e festeggiato alla grande. Ci ricordiamo molto bene la sconfitta del 2004 contro la Grecia e sinceramente pensavo che, dopo aver visto il Portogallo perdere la finale in casa, non avrei mai potuto vedere la nostra nazionale vincere il titolo. Molte persone la pensavano come me e quindi, poter assistere al trionfo in casa del nemico è stata una gioia per tutti.

Cinzia Rizzi: Tra poco si riparte, per le qualificazioni ai Mondiali del 2018. Pensi che il Portogallo sarà ancora tra i protagonisti, tra due anni in Russia?

Bruno Sousa: Possiamo giocare bene, ma sarà davvero difficile ripetere quello che abbiamo fatto in Francia. Non sto dicendo che non vinceremo mai più, ma in Russia sarà molto più dura. Non solo perché ci saranno più squadre, avversari più forti, ma anche perché alcuni dei nostri giocatori chiave stanno invecchiando. Hanno già 30 anni. Come ad esempio Pepe, Cristiano Ronaldo, Bruno Alves, Jose Fonte. Tutta la nostra difesa, per lo meno i centrali, ha più di 30 anni. Sarà dura vincere in Russia, specialmente perché al momento non ci sono alternative a questi giocatori. Spero che i prossimi mesi portino nuove star, nel calcio portoghese. A centrocampo non ci sono problemi, ci sono tanti giovani talentuosi. In ogni caso, penso sia più realistico sperare in una buona campagna per il Portogallo l’anno prossimo, sempre in Russia, per la Confederations cup.

Le sorprendenti cenerentole

Parliamo ora di quest’Europeo imprevedibile. Tante le sorprese in un mese di competizione, a partire dalla ‘‘rivoluzione delle debuttanti’‘. Ci sono state alcune cenerentole, che sono riuscite ad arrivare dove nessuno si aspettava.

Il Galles, al debutto nel torneo continentale, è stato fermato solo dai Campioni nel penultimo atto. Gareth Bale ha trascinato i suoi, con tre reti, ma è stata impressionante anche la performance di Aaron Ramsey.

L’Islanda è stata la rivelazione di Euro 2016. Un Paese piccolo, con giocatori non ai livelli delle grandi star, ma che hanno saputo portare la nazionale fino ai quarti, dopo il successo agli ottavi sulla ben più grande Inghilterra.

Una nota positiva la merita anche l’Ungheria, protagonista di uno degli incontri più avvincenti: il 3-3 con il Portogallo. Erano 44 anni che i magiari mancavano la qualificazione e arrivare fino agli ottavi è stato quasi un trionfo.

Spagna e Inghilterra, che delusioni!

Ci sono state sorprese, ma anche grandi delusioni in Francia, a partire dalla nazionale che difendeva il titolo, conquistato quattro anni fa a Kiev.

La Spagna partiva con i favori del pronostico, essendo bi-campione d’Europa in carica e avendo chiuso le qualificazioni con 9 vittorie e una sola sconfitta. Ma il campo ha dimostrato che il ciclo delle Furie Rosse è terminato. Il k.o. con la Croazia nella fase a gironi e soprattutto il 2-0 subito contro l’Italia ne sono la prova.

La medaglia d’oro della più grande delusione del torneo, però se la merita l’Inghilterra di Roy Hodgson. Tante le stelle in una squadra giovane e talentuosa, incapace di andare oltre il pareggio con Russia e Slovacchia. Ma è l’eliminazione agli ottavi di finale per mano della piccola Islanda che ha scottato maggiormente.

La Francia, tra gioie e dolori

Un capitolo a parte è la Francia di Didier Deschamps. Non si può parlare proprio di delusione, ma certo è che arrivare in finale, davanti al proprio pubblico e perdere, non è qualcosa di auspicabile per nessuno. Soprattutto quando in rosa hai il miglior marcatore del torneo, Antoine Griezmann, a secco allo Stade de France

Era tutto pronto per la festa di lunedì, per le strade di Parigi, ma i francesi hanno dovuto rimettere lo champagne in frigorifero. Sono arrivati a un passo dal titolo, dopo un torneo quasi perfetto per i Bleus. E’ mancata però la ciliegina sulla torta, forse a causa della troppa fiducia in un trionfo casalingo e dell’aver sottovalutato gli avversari.

Piccola consolazione: Antoine Griezmann è stato eletto miglior giocatore del torneo. Sei gol per il piccolo diavolo, miglior marcatore della competizione. E forse una candidatura per il prossimo Pallone d’Oro.

L’Europeo dei tifosi: viva gli irlandesi e gli islandesi!

In questi 31 giorni di competizione, ci sono stati momenti che resteranno impressi nella nostra memoria. Dai peggiori calci di rigore della storia degli Europei, tra Germania e Italia, agli scontri tra tifosi a Marsiglia, passando per le lacrime di Ronaldo in finale. Ma, senza ombra di dubbio, le immagini indimenticabili e più belle di Euro 2016, ce le hanno regalate i tifosi irlandesi e quelli islandesi.

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