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Euro 2016: Portogallo-Francia, il derby delle ''fortunate''

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Euro 2016: Portogallo-Francia, il derby delle ''fortunate''

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Ben ritrovati a Euro 2016. La Francia ha raggiunto giovedì sera il Portogallo in finale e le due nazionali si sfideranno questa domenica allo Stade de France, per il titolo calcistico più ambito dell’anno. Per parlare delle due finaliste, dei protagonisti e più in generale del torneo che sta ormai giungendo a conclusione, abbiamo invitato Vincent Duluc, capo della rubrica calcistica del quotidiano francese ‘‘L‘Équipe’‘.

Vincent Ménard, euronews: Buongiorno Vincent Duluc. E’ fatta: i Bleus hanno sfatato il tabù ‘‘Germania’‘. I giocatori sono euforici dopo questa vittoria o sono consapevoli che manca ancora il traguardo più importante da tagliare, quello del titolo?

Vincent Duluc, L‘Équipe: Di sicuro c‘è tanta euforia nell’aria e i giocatori ne hanno bisogno. E’ una squadra che ha bisogno di riconoscenza, l’hanno finalmente trovata, tutti insieme. Ma tutti i giocatori, post partita, hanno insistito sul fatto che manca ancora una partita da vincere e che il bilancio cambierebbe radicalmente in caso di sconfitta. Perché, se così fosse, l’ultima cosa che resterebbe di questi Europei sarebbe un brutto ricordo.

Vincent Ménard, euronews: C‘è un giocatore che in questo momento è al top, ed è pieno di fiducia. Antoine Griezmann…

Vincent Duluc, L‘Équipe: Questo conferma la famosa teoria che vede la nazionale francese non andare lontano in una competizione, senza un grande giocatore. E’ successo con Raymond Kopa, Michel Platini e Zinédine Zidane. Oggi, questo grande giocatore è Antoine Griezmann. E’ il secondo marcatore francese della storia nella fase finale, dopo Platini, il primo a segnare sei gol in un Europeo dall’84. Tra l’altro non è solo un calciatore francese, visto che è cresciuto in Spagna. Ed è giustamente per questo che è un giocatore a parte.

Vincent Ménard, euronews: C‘è un grande giocatore anche tra i portoghesi: Cristiano Ronaldo. Può essere questo l’anno giusto per lui, che ha vinto tutto con i club, ma niente, per ora, con la nazionale?

Vincent Duluc, L‘Équipe: E’ qualcosa di affascinante quello che sta facendo. Il giocatore definito come il più egoista del mondo sta trascinando la sua squadra. Ha disputato la sua prima finale dell’Europeo in casa, a Lisbona nel 2004. 12 anni dopo, ne giocherà una seconda a Parigi. Onestamente, questo Portogallo, di cui Cristiano è capitano, è uno dei più deboli degli ultimi anni. Ma lui è riuscito a salvarlo ad esempio contro l’Ungheria, nel terzo incontro della fase a gironi. Bisogna rispettare inoltre l’immensa carriera di questo giocatore e il fatto che proverà a coronare il suo sogno prima di appendere gli scarpini al chiodo.

Vincent Ménard, euronews: I portoghesi sono, in qualche modo, miracolati. Tre pareggi nella fase a gironi e hanno poi passato gli ottavi e i quarti rischiando. Hanno quella che si dice ‘‘la fortuna del campione’‘?

Vincent Duluc, L‘Équipe: La finale vedrà opposte due squadre che hanno avuto entrambe la fortuna del campione. Perché effettivamente, i portoghesi hanno vinto un solo incontro ai tempi regolamentari. E i francesi hanno battuto quasi tutti, ma al tempo stesso quasi nessuno.
Trovare l’Irlanda agli ottavi e l’Islanda ai quarti, è stata veramente una fortuna. Credo sarà il derby delle fortunate quindi, domenica sera allo Stade de France.

Vincent Ménard, euronews: Storicamente, il Portogallo è un avversario facile per la Francia.

Vincent Duluc, L‘Équipe: E’ vero ma può essere un problema, perché in questi Europei, abbiamo visto nazionali una dopo l’altra sfatare certi tabù. Abbiamo visto la Germania eliminare finalmente l’Italia, la Francia battere la Germania. Quindi abbiamo un po’ di paura che il Portogallo possa finalmente battere la Francia, dopo che la Francia l’ha privato di una finale a Euro 2000 e una ai Mondiali del 2006.

Vincent Ménard, euronews: Francesi e portoghesi non hanno deluso in questo Europeo. Non come altre squadre…

Vincent Duluc, L‘Équipe: La Spagna è la grande sconfitta di Euro 2016, eliminata agli ottavi, nonostante sia Campione d’Europa 2008 e 2012 e Campione del Mondo 2010. Io credo che sia un po’ il tramonto di una generazione. La Spagna è sicuramente la grande delusione di questi Europei. L’altra delusione è a livello di gioco, di spettacolo. Allargare la competizione a 24 squadre ha permesso alle piccole di partecipare. E le piccole sanno fare bene solo una cosa: difendere. Quindi è stato un Europeo un po’ più difensivo e un po’ meno spettacolare dei precedenti.

Vincent Ménard, euronews: Queste piccole nazionali sono state anche una boccata d’aria fresca e certe hanno fatto un bel percorso.

Vincent Duluc, L‘Équipe: Effettivamente, possiamo rimpiangere di aver visto un Europeo un po’ troppo difensivo, a causa di queste squadre, che non potevano fare diversamente. Allo stesso tempo, però, la loro presenza ha avuto una doppia influenza. Prima di tutto sull’atmosfera, perché i tifosi dei Paesi anglosassoni e nordici sono stati davvero eccezionali e hanno fatto vivere alla Francia dei bei momenti. E poi sulle emozioni. Basti pensare al percorso dell’Islanda, giunta fino ai quarti, con i suoi 330.000 abitanti e il 5% della popolazione che era presente negli stadi. Questa è un’immagine che resterà impressa nella memoria di tutti.

Vincent Ménard, euronews: Quali sono stati i momenti chiave, le immagini che non dimenticheremo?

Vincent Duluc, L‘Équipe: Purtroppo è difficile dimenticare le immagini dell’hooliganismo a Marsiglia, durante l’incontro tra Russia e Inghilterra. Ma ricorderemo anche la formidabile canzone dei tifosi nordirlandesi “Will Grigg’s on fire”. La geyser dance degli islandesi. Alcuni fantastici gol, come il colpo di testa di Ronaldo, che ha toccato il cielo, in semifinale. E poi resterà quell’impressione di déjà-vu, della Francia che scende in strada, che festeggia felice nelle fanzone. L’esultanza-tormentone di Griezmann. E chissà quanto altro domenica sera.

Vincent Ménard, euronews: Vincent Duluc, grazie per aver risposto alle nostre domande.

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