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Scozia: indipendenza come possibile antidoto alla Brexit

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Scozia: indipendenza come possibile antidoto alla Brexit

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Dentro il Regno Unito, ma fuori dall’Europa. Il verdetto del 23 giugno è stato una doccia fredda per gli elettori scozzesi, al secondo referendum in due anni. Un referendum, quello sulla Brexit, che non hanno voluto e al cui risultato non sembrano rassegnarsi.

In Scozia, stato di cinque milioni di abitanti che da tre secoli fa parte della Gran Bretagna, il 62 per cento degli elettori ha votato per restare nell’Unione europea, in controtendenza rispetto al resto del paese.

Talmente in controtendenza che il giorno dopo la consultazione, di fronte al parlamento di Edimburgo i manifestanti, armati di bandiere nazionali ed europee, chiedevano che fosse rispettata la volontà degli elettori scozzesi. A costo di bloccare la procedura della Brexit. Un’opzione che la leader Nicola Sturgeon non esclude: “In quanto primo ministro della Scozia – ha dichiarato – ho il dovere di rispettare non solo il risultato nell’intero Regno Unito, ma anche e soprattutto la decisione democratica presa dal popolo scozzese. Allo stato attuale la Scozia si trova di fronte alla prospettiva di dover uscire dall’Unione europea contro la nostra volontà. Considero questa prospettiva democraticamente inaccettabile”.

Oltre all’intervento politico, possibilmente in collaborazione con gli altri parlamenti autonomi di Galles e Irlanda del Nord, torna a farsi strada un’opzione che solo pochi giorni fa sembrava superata: secondo la leader del Partito nazionale scozzese, “Deve naturalmente essere presa in considerazione la possibilità di un secondo referendum sull’indipendenza, ed è attualmente presa seriamente in considerazione”.

Nel referendum del settembre 2014, gli scozzesi avevano detto no all’indipendenza con il 55 per cento dei voti. E uno degli argomenti chiave a favore dello status quo era il non volersi trovare fuori dall’Unione europea. Ora il 45 per cento degli scozzesi non vorrebbe tornare alle urne, contro il 42 per cento che lo auspica. Ma se dovessero farlo, stavolta il voto indipendentista avrebbe ottime chance. O, nelle parole di un elettore: “Non voglio un altro referendum, sono stufo dei referendum. Ma se ci fosse un altro referendum, la prossima volta forse voterei per l’indipendenza della Scozia”.

Secondo un sondaggio, i favorevoli a staccarsi dalla Gran Bretagna sarebbero il 47 per cento contro il 41,2. Altre fonti calcolano il sì all’indipendenza intorno al 60 per cento.

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