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Brexit: in vantaggio i favorevoli all'uscita dall'Unione

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Brexit: in vantaggio i favorevoli all'uscita dall'Unione

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Gongolano gli euroscettici e Nigel farage, leader del partit Ukip che ha fatto della Brexit la sua bandiera. In vista del referendum del 23 giugno i sondaggi danno un 53% di favorevoli all’uscita dall’Unione Europea. 47% i contrari. Un risultato che potrebbe provocare un effetto-valanga trascinando con sè Olanda, Austria e Ungheria.

Per questo Bruxelles si è mostrata preoccupata e, forse con troppo ritardo, ha cominciato a mettere in pista i pesi massimi della politica comunitaria, da Donald Tusk, al presidente della commissione europea, Jean Claude Juncker.

Anche varie ong che fanno lobbying per cercare di convincere gli indecisi a restare dentro l’Unione continuano a fare campagna. Philippe Cayla, uno dei leader di una di queste organizzazioni proeuropeiste, dice: “Nel Regno Unito alcuni dicono che fuori dall’Unione il Paese sarà prospero e non avrà limiti nel fare affari con Cina e Stati Uniti. E questo malgrado il fatto che Obama abbia detto che, in caso di un’uscita di Londra, un accordo commerciale con il Regno Unito non sarebbe una priorità”.

Sono infatti i soldi il problema. La guerra di cifre fra pro e contro Brexit continua e entrambi i partiti disegnano scenari apocalittici. Ma l’idea di una Regno Unito fuori dall’Unione comincia a fare capolino anche nelle alte sfere della politica europea.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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