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Strage Orlando: si scava nella vita dell'autore

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Strage Orlando: si scava nella vita dell'autore

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Un ragazzo come gli altri, che giocava a football al liceo, che si è poi diplomato senza problemi, s‘è sposato giovane e che aveva tentato di entrare in un’accademia di polizia. Gli inquirenti stanno scandagliando la vita di Omar Mateen, per capire dove e quando si sia radicalizzato, e in che cosa: radicalismo islamico, oppure odio per gli omosessuali e i diversi, o un po’ di tutto questo.
Ma quello che sembra emergere è un improvviso impazzimento, dal momento del matrimonio, contratto a 22 anni. L’ex moglie descrive una situazione infernale:

“Qualche mese dopo il nostro matrimonio mi sono resa conto della sua instabilità, mi sono accorta che era bipolare e che poteva infuriarsi senza motivo. A quel punto ho iniziato a preoccuparmi per la mia sicurezza e qualche mese dopo ha inizato ad abusare di me fisicamente, molto spesso e non mi permetteva di parlare con la mia famiglia, mi teneva lontana da loro e io provavo a vedere il lato positivo anche in quella situazione ma la mia famiglia non ha lasciato perdere e hanno deciso di venire a salvarmi da quella situazione”.

La donna ha anche parlato di un problema di steroidi.
Al centro islamico di Fort Piece, l’Imam dice che Omar Mateen andava alle preghiere serali due o tre volte alla settimana, ultimamente con suo figlio, e che non socializzava con nessuno:

“Era molto silenzioso. Arrivava all’ultimo minuto ed era il primo ad andarsene, e non parlava con nessuno. E se qualcuno gli porgeva la mano gli concedeva un sorriso, stringeva la mano e se ne andava. Portava con sé il figlio di cinque anni, il figlio giocava intorno a lui mentre lui era occupato con la preghiera, dopodiché si metteva il figlio sulle spalle e se ne andava”.

Un ex compagno di liceo, apertamente omosessuale, dice di aver chiacchierato spesso con Omar Mateen fino al 2009, e che non aveva mai palesato problemi con gli omosessuali. Poi quell’anno si sposò. La separazione pochi mesi dopo, e un’altra donna, uzbeka, da cui ha avuto un figlio nel 2013. Ultimamente lavorava come addetto alla sicurezza, un collega racconta di aver segnalato il suo atteggiamento: era sempre arrabbiato, con tutti, racconta: donne, neri… E parlava spesso di uccidere.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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