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F1: Rosberg trionfa anche a Sochi, nel 22º anniversario della morte di Senna

Benvenuti a Speed. Esattamente come lo scorso anno e quello precedente, il Mondiale di Formula 1 è una passeggiata nel parco per le Mercedes e il

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F1: Rosberg trionfa anche a Sochi, nel 22º anniversario della morte di Senna

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Benvenuti a Speed. Esattamente come lo scorso anno e quello precedente, il Mondiale di Formula 1 è una passeggiata nel parco per le Mercedes e il Gran Premio di Russia non fa eccezione. Nico Rosberg ha dominato dall’inizio alla fine, cogliendo il quarto successo in quattro gare.

Sale a quota sette vittorie consecutive Rosberg, contando anche il finale della scorsa stagione. Un’impresa riuscita in passato solo ad Ascari, Schumacher e Vettel. Il tedesco della Mercedes scatta perfettamente dalla poleposition, andando a costruire il successo, giro dopo giro.

Nessuno può impensierirlo, neanche il compagno di box, Lewis Hamilton che, partito decimo, riesce a rimontare fino alla piazza d’onore. Giornata agrodolce per la Ferrari, con Sebastian Vettel che chiude la sua gara alla prima tornata, costretto a ritirarsi dopo una doppia collisione con Daniil Kvyat. Le Rosse festeggiano però il 700esimo podio, grazie a Kimi Raikkonen, che termina al terzo posto.

L’ultima gara di Ayrton, esattamente 22 anni fa

Erano 22 anni che non si disputava una gara di Formula 1 il primo maggio. L’ultima, il Gran Premio di San Marino 1994, è entrata nella storia dello sport. Tristemente. E’ stata infatti l’ultima corsa di uno dei più grandi campioni di sempre.

Chissà cosa sarebbe stata la Formula 1 della seconda metà degli anni ’90, se quel primo maggio 1994, il circuito di Imola non si fosse portato via una delle stelle più brillanti. Chissà se Michael Schumacher, Damon Hill, Jacques Villeneuve e Mika Hakkinen avrebbero vinto i loro titoli Mondiali, se quel giorno Ayrton Senna non avesse corso la sua ultima gara. Il brasiliano, già tre volte Campione del Mondo, si spense a soli 34 anni, finendo con la sua Williams contro il muro di protezione, alla curva del Tamburello. Quel giorno finì la sua corsa, ma iniziò la leggenda.

L’allenamento particolare dei piloti di Formula 1

Essere un pilota di Formula 1 oggi non è solo mettersi al volante e fare qualche giro di pista. I piloti devono essere in forma perfetta e devono lavorare su precisione e riflessi. Come fanno? Ce lo spiega Romain Grosjean.

“La ‘‘smart cone’‘ è una prova impegnativa per tutti, anche per me”, spiega il transalpino della Haas. “E’ abbastanza diverso da quello che faccio normalmente. Ci sono tanti aspetti positivi e tanto da imparare con questo esercizio. Che sia per la gestione della vettura, l’acutezza visiva, il miglioramento dei riflessi e della coordinazione. E’ davvero ottimo per tutto ciò. E’ un test di precisione e riflessi. La precisione per passare tra i coni e i riflessi per trovare dove si accendono le luci e quale sarà la prossima porta da passare. E’ davvero un buon metodo, è una sorta di ‘batak’, il test sulla reattività. Appena la luce si accende, devi schiacciare sul bottone giusto rapidamente. E’ un grande ‘batak’ per vetture, ma molto più divertente”.

Daniil Kvyat, dalla monoposto al bob

A Sochi dal 2014 si disputa il Gran Premio di Russia, ma la città sul Mar Nero è nota prima ancora per aver ospitato nello stesso anno i Giochi Olimpici Invernali. Cosa succede quando si incrociano questi due eventi? Daniil Kvyat ci dà la risposta, cimentandosi con il bob. Speed torna domenica prossima, a presto.