ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Proseguono le indagini in Belgio per smantellare il resto della rete terroristica

È direttamente dalla Siria che sono arrivati gli ordini alla cellula terroristica che ha attaccato Bruxelles, bersaglio di ripiego rispetto al piano

Lettura in corso:

Proseguono le indagini in Belgio per smantellare il resto della rete terroristica

Dimensioni di testo Aa Aa

È direttamente dalla Siria che sono arrivati gli ordini alla cellula terroristica che ha attaccato Bruxelles, bersaglio di ripiego rispetto al piano iniziale di colpire ancora la Francia. Sono due delle indiscrezioni che, secondo alcuni mezzi di informazione, emergerebbero dalle indagini e dagli interrogatori di Mohammed Abrini, complice di Salah durante le stragi di Parigi e reo confesso dell’attentato all’aeroporto di Zaventem.
Agli inquirenti belgi, l’uomo avrebbe confessato che l’obiettivo dei jihadisti erano gli Europei di calcio. Ma presi in contropiede dall’accelerazione dell’inchiesta, avrebbero deciso di colpire in casa propria.
Una mobilità dei bersagli che, secondo il Ministro della Giustizia belga, rende più difficile tenere la minaccia sotto controllo:

Koen Geens
Ministro belga della Giustizia

“Una volta che c‘è l’intenzione di un attentato, il luogo dove perpetrarlo è un aspetto in un certo senso secondario. Per cui se si garantisce la sicurezza massima in un posto, ecco che un altro diventa più vulnerabile e quindi un miglior bersaglio”.

La rete, comunque, è lungi dall’esser completamente smantellata, secondo l’esperto di terrorismo Thomas Renard, che fa riferimento alle dichiarazioni della mente delle stragi di Parigi, riportate dalla donna che lo aveva consegnato alla polizia.

Thomas Renard
Istituto per le relazioni internazionali Egmont

“Abdelhamid Abbaoud, prima di morire, aveva parlato di 90 individui formati e inviati in Francia e in Belgio per condurre attentati. Oggi almeno 40-50 persone sono state uccise o arrestate o in ogni caso poste sotto sorveglianza. Significa che un buon numero resta ancora a piede libero”.

Mentre la metro torna operativa al 75% solo 3 settimane dopo gli attentati, le misure extra di sicurezza messe in piedi a Zaventem provocano lunghe file, e c‘è chi per evitarle ha dovuto raggiungere l’aeroporto a piedi.