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Spagna: prima bocciatura per Sanchez, ci riprova venerdì

Il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez ha fallito il primo tentativo per andare al governo, e le cose non sembrano semplici nemmeno per il

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Spagna: prima bocciatura per Sanchez, ci riprova venerdì

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Il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez ha fallito il primo tentativo per andare al governo, e le cose non sembrano semplici nemmeno per il prossimo. Il presidente uscente della Camera ha comunicato il mancato raggiungimento della maggioranza assoluta e ha precisato che si rivoterà dopo quarantotto ore, quando sarà richiesta una maggioranza relativa.

Che per ora non c‘è. Sanchez non ha l’appoggio dei popolari, suo principale bersaglio.
Per il partito centrista ha preso la parola il capogruppo e capo del governo uscente, Mariano Rajoy: “Signor Sanchez – ha detto – Lei non ha mosso un dito per formare un governo, come pensa che glielo si dia oggi in regalo?”

A Rajoy ha risposto, il leader socialista, tornando ad accusarlo di non essersi preso le sue responsabilità:
“Lei oggi, se avesse coraggio politico, avrebbe dovuto essere qui a questa tribuna, e non lì comodamente seduto ad ascoltare”, ha detto.

Rajoy guida il partito di maggioranza relativa, e ha rinunciato all’incarico di formare il governo senza provarci in Parlamento.

Il leader di Podemos, Pablo Iglesias, ha rilanciato l’appello ai socialisti:

“Ancora una volta, signor Sanchez, Le tendo la mano per chiedere che dopo questo insuccesso Lei tratti con noi. Per la fratellanza e nell’interesse del poplo spagnolo, tratti con noi per un programma e un governo di cambiamento reale”.

Sanchez ha ottenuto solo 130 voti, cioè la somma dei voti socialisti e di quelli di Ciudadanos. 220 i voti contro: ora si tratta di convincere, in quarantott’ore, un centinaio di deputati a cambiare idea, oppure a non votare e consentire un governo di minoranza.