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Super Martedì, sarà ancora Clinton contro Trump?

Chris Cummins, euronews, Lyon: Mentre ci avviamo al Super Martedì, quando si scelgono i delegati che eleggeranno i candidati alla presidenza

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Super Martedì, sarà ancora Clinton contro Trump?

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Chris Cummins, euronews, Lyon:

Mentre ci avviamo al Super Martedì, quando si scelgono i delegati che eleggeranno i candidati alla presidenza, salutiamo il nostro corrispondente da Washington, Stefan Grobe.

Iniziamo con i repubblicani: ci sarà un acuto di Trump in molti Stati a stelle e strisce?

Stefan Grobe, euronews, Washington:

Direi che potrebbe cavarsela egregiamente in questo Super Martedì: se si guarda agli ultimi sondaggi, c‘è solo uno Stato in cui non è in testa, il Texas. Ma se ora vince negli altri Stati, diventerà inarrestabile.

Ciò che è interessante è che ha acquisito il sostegno dei 4 pilastri del Partito Repubblicano, ma questa non è una campagna incentrata su questioni politiche o valori fondamentali: è una sorta di “voto del dito medio”, perché c‘è tanta rabbia e frustrazione nel quartier generale del Partito Repubblicano a Washington.

E ovviamente, i Repubblicani non sono stati in grado di convergere intorno a un unico candidato moderato, come Romney 4 anni fa, o John McCain 8 anni fa.

Chris Cummins, euronews, Lyon:

Hillary Clinton sembra aver acquisito un certo slancio: quanta fiducia c‘è per lei?

Stefan Grobe, euronews, Washington:

Direi che la campagna della Clinton ispira molta fiducia, soprattutto dopo i successi in Nevada e nel Sud Carolina. Hillary ha un forte appoggio dalle minoranze e questo potrebbe decisamente giocare a suo favore in questo Super Martedì.

Conduce agevolmente in 7 Stati del Sud su 11, parliamo di Stati ricchi di delegati ed in questo campo lei accumulerà un margine enorme, un margine che Bernie Sanders non sarà in grado di colmare.

E non abbiamo ancora parlato di soldi: se gli andrà male il Super Martedì, quest’ultimo probabilmente finirà a corto di quattrini e non otterrà alcun sostegno da parte dei vertici del Partito, che è solido a supporto di Hillary Clinton.

Chris Cummins, euronews, Lyon:

Così, stando a quanto affermi, sarà un testa a testa Trump-Clinton per la Casa Bianca: è corretto, Stephan?

Stefan Grobe, euronews, Washington:

Credo che ci stiamo muovendo in quella direzione più velocemente di quanto si pensi: Donald Trump ha già indicato la sua linea di condotta, attaccando prevalentemente Hillary Clinton, andrà dietro al suo ruolo di Segretario di Stato, a Bengasi, ai suoi problemi legali e all’eredità di famiglia. Quindi, tutto ciò si avvia ad essere piuttosto sgradevole.

Invece, Hillary Clinton menziona Trump di tanto in tanto nei suoi discorsi, ma non ha ancora affilato le sue armi contro di lui. Probabilmente lei mirerà al suo temperamento, alla mancanza di sostanza politica e alla sua xenofobia: quindi, penso che ci stiamo avviando verso una campagna molto lunga e molto brutta, Chris.

Chris Cummins, euronews, Lyon:

Perfetto, grazie Stefan, ti auguro un Super Martedì: sintonizzatevi su euronews, tv e web, per tutti i risultati e le reazioni. Arrivederci!