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Presidenziali, Centrafrica al voto con tre candidati favoriti

Dopo ripetuti rinvii, nessuno avrebbe immaginato che si sarebbe arrivati al voto. E, invece, le elezioni presidenziali nella Repubblica Centrafricana

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Presidenziali, Centrafrica al voto con tre candidati favoriti

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Dopo ripetuti rinvii, nessuno avrebbe immaginato che si sarebbe arrivati al voto. E, invece, le elezioni presidenziali nella Repubblica Centrafricana si svolgono mercoledì 30 dicembre dopo tre anni di guerra civile e in un clima molto instabile.

Trenta sono i candidati, tre dei quali favoriti. In lizza peró non c‘è alcun ex presidente.

Queste elezioni potrebbero porre fine alle violenze nel paese?

Richard Ouanga, professore di Diritto all’Università di Bangui crede di sí: “Sono convinto che i Paesi centrafricani della Repubblica resteranno uniti, come in passato, perché chi semina disordine è solo un gruppo di individui. La prova ne è che, verso la fine della scorsa settimana, nel PK5 i musulmani hanno marciato l’uno contro l’altro per denunciare chi crea problemi.”

Il PK5 è il quartiere musulmano di Bangui in cui gli abitanti, verso la metà del mese di dicembre, hanno manifestato contro gli estremisti musulmani che cercavano di impedire il sondaggio sul referendum e hanno chiesto l’aiuto dei caschi blu.

In questo paese l’80% degli abitanti è cristiano e la violenza tra cristiani e musulmani non si ferma ormai da tre anni. Nonostante il cessate il fuoco, la situazione è sempre tesa.

Nel dicembre 2013, la Francia invia le sue truppe per ristabilire la calma. Il paese era sprofondato nel caos pochi mesi prima, quando i ribelli di Seleka, maggioranza musulmana, prendono il potere. Scoppia, cosí, la seconda guerra civile che viene combattuta contro le milizie cristiane “anti-Balaka”.

Il paese è diviso e Michel Djotodia si autoproclama presidente.

Un mandato che dura poco. Djotodia si dimette a gennaio e viene sostituito da Catherine Samba Panza dopo pochi giorni di interim. É la prima donna a guidare il paese e chiede immediatamente alle parti coinvolte nel conflitto di deporre le armi.

Nel mese di luglio viene firmato un accordo di cessate il fuoco a Brazzaville, che comprende la formazione di un governo di unità nazionale.

Tra i tre favoriti nelle elezioni presidenziali, c‘è Anicet Dologuele, un economista, ex primo ministro, soprannominato “Signor Propre”. Secondo lui, il paese non è ancora pronto.

Il candidato alla presidenza della Repubblica Centrafricana, Anicet Georges Dologuele: “Si puó continuare a parlare di riconciliazione, firmare tutti gli accordi che vogliamo, ma finché non diamo da mangiare al popolo, sarà sempre crisi.”

Oggi il paese di preparare a prendere, forse, un’altra direzione, piú consapevole: per evitare tutti quei morti, quei feriti e quelle vittime innocenti di stupri e sevizie che questa assurda guerra costringe a contare.