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Emirati Arabi Uniti, "Il petrolio non resterà il pilastro della nostra economia"

Gli Emirati Arabi Uniti fanno i conti con il calo dei prezzi del petrolio, il Paese primo produttore al mondo punta a diversificare la propria

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Emirati Arabi Uniti, "Il petrolio non resterà il pilastro della nostra economia"

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Gli Emirati Arabi Uniti fanno i conti con il calo dei prezzi del petrolio, il Paese primo produttore al mondo punta a diversificare la propria economia per ridurre la dipendenza dall’oro nero.
Suhail Al Mazroui, il Ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti ne ha parlato in un’intervista esclusiva con euronews, in occasione della riunione dell’Opec tenutasi a Vienna.

Daleen Hassan, euronews: “Ministro benvenuto, cominciamo con il tema del momento, il prezzo del petrolio. Nonostante il calo del prezzo l’Opec ha deciso di non abbassare la produzione. Per quale motivo?

Ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail Al Mazroui:

“Penso che dovremmo spiegare prima di tutto la decisione presa dall’OPEC l’anno scorso, e cioé quella di lasciare fosse il mercato a determinare il prezzo. Siamo i produttori con i minori costi di produzione. Dobbiamo mantenere elevato il nostro livello di produzione, per questo dobbiamo essere agevolati nel mercato, molto più dei produttori che hanno costi maggiori, questa è la norma.La decisione dell’Opec porterà ad una stabilizzazione, il mercato troverà un equilibrio e ci aspettiamo che ciò avvenga l’anno prossimo. Voglio sottolineare i risultati che l’Opec ha raggiunto con questa politica: tra il 2013 e il 2014, i produttori di petrolio “non OPEC” hanno inondato il mercato con 2,8 milioni di barili al giorno. Se compariamo questo dato con quello della produzione tra il 2014 e il 2015, vedremo che hanno diminuito la quantità di surplus produttivo dell’88%…
A questo proprosito c‘è un problema: numerosi progetti di estrazione e produzione sono stati annullati o si attenderà ancora prima di realizzarli, allo stesso tempo sono stati fatti grossi investimenti, 150-200 miliardi di euro. Se tutti i paesi decidessero di ridurre la produzione chi produrrà il petrolio?

euronews: “Si parla di una spaccatura, tra due fazioni che emergono in seno all’Opec, da una parte Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita e dall’altra Iran, Venezuela e Algeria. Perché la proposta del Venezuela, di porre un limite al calo del prezzo del petrolio non è stata presa in considerazione?

Suhail Al Mazroui:

“Prima di tutto ci incontriamo per discutere. Ci sono quantità di petrolio prodotte da Paesi non OPEC, quella produzione dovrebbe essere controllata e dovrebbe essere fatta con costi di estrazione adeguati. Non vogliamo che accada di nuovo ciò che accadde nel 2015, quando molti progetti furono cancellati e c’era una certa riluttanza ad investire nel mercato del petrolio, del gas. Certo nell’Opec le posizioni possono essere diverse, ma questo non ci toglie il diritto di stare sul mercato come gli altri.

euronews: “Si tratta comunque di una decisione difficile per i Paesi del Golfo, sono economie che si basano sull’esportazione del petrolio, come farvi fronte?

Suhail Al Mazroui:

“Tagliare la produzione per avere un determinato prezzo non è più la politica che porta risultati. Al giorno d’oggi, alcuni prezzi possono arrecare grandi svantaggi è vero ma è anche l’opportuntià per diversificare le economie ed eliminare la dipendenza dal petrolio. Negli Emirati Arabi Uniti abbiamo cominciato molti anni fa”.

euronews: “Gli Emirati Arabi Uniti sono il primo Paese del Golfo a volere diversificare la propria economia, come intendete procedere?

Suhail Al Mazroui :

“Eravamo dipendenti dai combustibili fossili e dal gas. Oggi abbiamo un’altra politica. Nel 2021 avremo circa il 30% di energia verde, che non rilascia emissioni, non è prodotta dal petrolio o dal nucleare. Si tratta di una politica che punta a diversificare le fonti di energia e quindi anche a diversificare l’economia.
Si tratta di un passo che abbiamo già fatto, rafforzando l’industria del turismo e il settore petrolchimico. Abbiamo progetti in corso nel Paese e fuori gli Emirati Arabi Uniti. La diversificazione è la strada da intraprendere per celebrare, un giorno, l’esportazione dell’ultimo barile di petrolio, come ha detto sua altezza Mohammed bin Zayed: “Dobbiamo costruire una generazione in grado di festeggiare l’esportazione dell’ultimo barile di petrolio” non dobbiamo affidarci solo al petrolio, dobbiamo continuare la strategia della diversificazione”.

euronews: “In Luglio avete tagliato le sovvenzioni al carburante, avete in previsione altri interventi del genere?”

Suhail Al Mazroui:
“Il mercato non era molto bilanciato, il governo stava togliendo le sovvenzioni alla distribuzione e questo causò un aumento dei consumi e dell’inquinamento Bisogna comunque trarre vantaggi dalla crisi, perché presenta anche delle opportunità”.

euronews: “Per crisi intende prezzi del petrolio bassi?

Suhail Al Mazroui: “Intendo la crisi economica e i prezzi bassi del petrolio”.

euronews: “Minore domanda?”

Suhail Al Mazroui:

“Sì, mi riferisco alla domanda in ribasso registrata nel 2015, così abbiamo fatto riforme economiche radicali, togliendo completamente le sovvenzioni ai derivati del petrolio e mettendo in campo una nuova politica che io credo avrà successo. Continuiamo ad introdurre riforme sui carburanti ed altri tipi di energie. Abbiamo lavorato per monitorare l’uso di elettricità e acqua, ed abbiamo una nuova strategia in cantiere. La cosa positiva è che i consumatori negli Emirati Arabi Uniti stanno collaborando, abbiamo un approccio trasparente, spieghiamo ciò che stiamo facendo ed ognuno collabora cambiando le proprie abitudini nei consumi, sia dal punto di vista pratico che dei costi”.