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Il Papa va in Repubblica centrafricana. Francesco non rinuncia, malgrado il rischio attentati

Il Santo padre aprirà la Porta santa della cattedrale di Bangui, inizio simbolico del Giubileo

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Il Papa va in Repubblica centrafricana. Francesco non rinuncia, malgrado il rischio attentati

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La Chiesa sia sempre a fianco dei poveri e dei sofferenti. Questo il messaggio che Papa Bergoglio ha portato in Uganda, paese segnato da piaghe quali la diffusione dell’aids e il fenomeno dei bambini soldato.

Dopo la messa cui hanno partecipato almeno 300mila persone, a Namugongo, vicino alla capitale Kampala, Francesco ha reso omaggio ai martiri cristiani ugandesi che vennero uccisi, alla fine dell’Ottocento, per non aver voluto rinnegare la propria fede.

Il Papa ha chiesto ai giovani di rinunciare all’odio, scegliendo l’amore. Parole che il Pontefice ripeterà senz’altro oggi in Repubblica centrafricana, terza tappa del suo primo viaggio in Africa.

Il Santo padre non si è fatto impressionare dal possibile rischio attentati contro la sua persona, vista la tensione fra comunità cristiane e musulmane.

Troppo importante infatti il significato anche simbolico di questa parte del viaggio, Francesco aprirà la Porta santa della cattedrale di Bangui, dando di fatto inizio al Giubileo dalla periferia del mondo.

*Lilia Rotoloni*