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Le spese dei parlamentari europei arrivano alla Corte di giustizia dell'Unione

Quanto guadagnano – realmente – i parlamentari europei? A porsi questa domanda è stato un team di giornalisti investigativi che ha presentato i

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Le spese dei parlamentari europei arrivano alla Corte di giustizia dell'Unione

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Quanto guadagnano – realmente – i parlamentari europei? A porsi questa domanda è stato un team di giornalisti investigativi che ha presentato i risultati dell’indagine alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

La ricerca ‘Deputati europei’, elaborata da un collettivo di 29 giornalisti provenienti da tutta l’Unione, dice che Bruxelles elargisce quasi 40 milioni di euro all’anno per non meglio specificate spese generali, ma su questi fondi c‘è una totale assenza di controllo.

Per la stesura del documento è stato richiesto di elencare nel dettaglio le spese ordinarie dei 751 parlamentari europei negli ultimi quattro anni, ma la massima assise continentale ha respinto la domanda sostenendo che, rendendo pubblici questi dati, violerebbero la legislazione sulla privacy. Inoltre, dice Bruxelles, sarebbe un carico di lavoro eccessivo per il personale addetto a compilare le informazioni necessarie.

Quanto guadagnano i parlamentari europei?

I deputati guadagnano 8.020,53 euro al mese, che in un anno ammontano a 96.246 euro.

Il Parlamento europeo sostiene che, al netto dei contributi fiscali e assicurativi, lo stipendio di ciascun parlamentare è di 6.250,37 euro al mese, pari a 75.004 euro all’anno.

A quali altre entrate hanno diritto?

I deputati europei hanno a disposizione una somma mensile di 4.320 euro, pari a 51.840 euro all’anno, per le spese generali, in teoria destinate a coprire i costi dell’attività politica.

Possono anche richiedere al Parlamento europeo il rimborso delle spese di viaggio da e per i loro paesi d’origine con pertenza o arrivo a Bruxelles o a Strasburgo.

Vi è, inoltre, un assegno annuo fino a 4.264 euro per coprire le spese di viaggio e di alloggio quando i deputati sono in missione ufficiale, ma fuori dello Stato membro in cui sono stati eletti.

I deputati ricevono anche un’indennità giornaliera di 304 euro per le loro spese personali quando sono a Bruxelles.

Possono anche spendere fino a 256.548 euro l’anno per il loro staff.

Che altro?

I deputati possono anche ricevere un’indennità transitoria al termine della legislatura. Un extra che è stato oggetto di un’inchiesta di Euronews all’inizio di quest’anno. Il nostro studio ha etichettato questa procedura come un addio d’oro destinato a coprire le spese di chiusura dell’ufficio di Bruxelles e le spese di ritorno al proprio Paese d’origine. Dal 2009, sono stati spesi in questo modo 40,8 milioni di euro.

Quali meccanismi di sicurezza sono in atto per fermare le spese ‘abusive’?

Il budget deputati per le spese relative al personale (fino a 256.548 euro l’anno) non è pagato direttamente ai politici. Ma questo non impedisce le polemiche. Un rapporto del 2009 ha rivelato abusi sistematici. Famosa la storia di un deputato che ha versato un assegno di 223.000 euro a una sola persona, che poi si è capito essere un parente.

Per le spese di viaggio da e per Bruxelles e Strasburgo, bisogna fornire le ricevute per richiedere il rimborso del denaro.

Le spese generali e l’indennità giornaliera vengono dimezzate se l’eurodeputato non partecipa in più della metà delle votazioni al parlamento. Questa norma è stata introdotta dopo che “un giornalista olandese ha filmato due eurodeputati” mentre richiedevano l’indennità dopo il termine della seduta.

La trasparenza sacrificata sull’altare della privacy

“La totale assenza di monitoraggio delle spese generali dei deputati, per un importo generale pari a quasi 40 milioni di euro all’anno – spiega il team che ha lavorato alla ricerca ‘Deputati europei’ – solleva seri dubbi sul fatto che le altre spese dai 751 deputati siano monitorate in modo trasparente, responsabile e verificabile. Il parlamento europeo sostiene, pur negando le nostre richieste di accesso ai documenti, che sono effettuati tutti i controlli. Ma di fronte a casi confermati di frode commessi da alcuni deputati negli ultimi anni, vogliamo le prove di quanto afferma il parlamento europeo”.

Perché non rendono pubbliche queste informazioni?

Euronews ha chiesto al Parlamento europeo la propria versione dei fatti, ma al momento della pubblicazione non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta.

Il team di giornalisti che ha condotto l’indagine sostiene che il Parlamento europeo abbia aggirato le sue richieste, sostenendo: 1) sono dati personali dei deputati 2) non avevano i documenti richiesti 3) produrre la documentazione creerebbe un presunto “eccessivo onere amministrativo”.

In conclusione

Il collettivo dei giornalisti europei attende la convocazione da parte della Corte di Giustizia dell’Unione europea, ma la giustizia ha i suoi tempi e questo non avverrà prima di 18 mesi.