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Grecia. Tsipras bis ottiene la fiducia. Meimarakis: il peggio deve ancora venire

Vittoria a mani basse per il governo Tsipras bis che ha ottenuto la fiducia del Parlamento di Atene. Tutti e 155 i deputati che appoggiano la

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Grecia. Tsipras bis ottiene la fiducia. Meimarakis: il peggio deve ancora venire

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Vittoria a mani basse per il governo Tsipras bis che ha ottenuto la fiducia del Parlamento di Atene. Tutti e 155 i deputati che appoggiano la coalizione della sinistra di Tsipras, sui 300 che siedono all’assemblea, hanno votato a favore; 144 i no e un’unica astensione. Il Premier ha elogiato la vittoria della sinistra.

“Abbiamo fatto una scommessa rischiosa e ne siamo fieri” ha detto il Primo Ministro in riferimento alla decisione di tornare a dare la parola agli elettori con il voto anticipato. “La sinistra e i progressisti hanno un ruolo cruciale: non puntando il dito alle difficoltà, non restando da parte a discutere delle difficoltà e dell’apocalisse che sta arrivando. Ma cambiando le cose e stando in prima linea nella battaglia”.

Duro l’intervento del leader dell’opposizione Nuova Democrazia: le difficoltà attuali sono frutto del danno fatto dal primo governo di Syriza secondo Evangelos Meimarakis:

“La verità è che, sfortunatamente, il vero pericolo deve ancora venire ed è stato creato durante il vostro primo mandato. La verità è che il popolo greco si deve aspettare un duro inverno, forse il più duro che abbiano mai attraversato”.

Quando il 25 gennaio Alexis Tsipras vinse le elezioni la sua promessa era quella di opporsi ai dettami europei intesi come schiavitù del debito. Sette mesi più tardi il negoziato con i creditori ha rappresentato una cocente sconfitta, facendo rientrare dalla finestra l’austerità che si era cercato di lasciare fuori dalla porta, nonostante il mandato forte ottenuto con il referendum di luglio che era stato un no forte e chiaro all’austerità.

Stamatis Giannisis, il corrispondente di euronews ad Atene: “Il nuovo governo ellenico ha avuto una vittoria facile in Parlamento ma la vera sfida è ancora da affrontare per Alexis Tsipras e i suoi ministri che hanno tempi assai stretti per adempiere alle promesse fatte in luglio ai Paesi creditori”.