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"Fuggiamo per non farci tagliare la testa". Voci dai profughi di Siria e Iraq

In fuga dal terrore dell’ISIL e dalle violenze perpetrate dagli jihadisti. Dalle migliaia di profughi che continuano a transitare fra Serbia e

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"Fuggiamo per non farci tagliare la testa". Voci dai profughi di Siria e Iraq

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In fuga dal terrore dell’ISIL e dalle violenze perpetrate dagli jihadisti. Dalle migliaia di profughi che continuano a transitare fra Serbia e Croazia, si moltiplicano le testimonianze di chi sostiene di aver imboccato la via dell’Europa, per scampare alla minaccia del sedicente Stato Islamico.

“L’ISIL ci ha preso tutto – dice un uomo che si presenta come iracheno e dice di provenire da Mosul -. Ha preso anche mio fratello. Lo hanno rapito ed è ormai da un anno e quattro mesi che si trova nelle loro mani”.

Simili i racconti che in molti offrono alle telecamere anche al di là della frontiera. Tra i 2.000 nuovi arrivati che il Ministero degli interni croato ha contato dalla mezzanotte di sabato, c‘è chi per farsi comprendere si affida a uno stentato inglese e ad eloquentissimi gesti.

“A chi fuma, tagliano un dito – dice da Opatovac un uomo che si presenta come siriano -. A chi si rifiuta di pregare, la testa”.

E’ da Tovarnik che molti proseguono poi verso l’Ungheria. Con Budapest che minaccia di chiudere le frontiere, la Croazia è però già pronta a reindirizzare i migranti verso la Slovenia.