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Asilo in Europa: parola ai numeri. Chi accoglie di più e chi invece chiude le porte

Praga e Bratislava puntano i piedi, Londra borbotta e molti altri storcono il naso. A dir poco tiepida l’accoglienza al progetto di introdurre quote

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Asilo in Europa: parola ai numeri. Chi accoglie di più e chi invece chiude le porte

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Praga e Bratislava puntano i piedi, Londra borbotta e molti altri storcono il naso. A dir poco tiepida l’accoglienza al progetto di introdurre quote obbligatorie, che ripartiscano fra diversi paesi il flusso dei richiedenti asilo nell’Unione Europea. La disciplina in vigore è quella dell’Accordo di Dublino, che obbliga a inoltrare la richiesta nel primo paese dell’Unione a cui si ha accesso, riversando così buona parte del carico sui paesi costieri e del Mediterraneo. Gli argomenti utilizzati dagli oppositori all’introduzione di quote obbligatorie sono spesso quelli del peso economico e sociale, che comporterebbe l’accoglienza dei rifugiati.

L’incrocio dei dati forniti da Eurostat in relazione alle richieste e alle concessioni del diritto d’asilo nei vari paesi permette però di tracciare un’interessante mappa.

Non solo ci si accorge così che Italia, Germania, Francia e Svezia hanno da sole assorbito lo scorso anno i due terzi dei richiedenti asilo nell’Unione Europea, ma anche che tra i paesi che in proporzione alla loro popolazione ne accolgono meno ci sono molti di quelli che oggi si dicono contrari al sistema delle quote obbligatorie: Repubblica Ceca, Estonia, Slovacchia e Lettonia.

La palma del numero di richieste ricevute, in proporzione alla popolazione, va alla Svezia, con 8.432 domande per milione d’abitanti. Rispetto alle 202.000 inoltrate alla Germania, che da sola assorbe quelle inoltrate nel complesso della UE, le 65.000 dell’Italia confermano che quest’ultimo è più che altro un territorio di sbarco e di transito.

Le richieste d’asilo paese per paese

La grafica mostra le richieste d’asilo inoltrate nel 2014 a ciascun paese dell’Unione Europea. I dati si riferiscono al numero di domande per milione di abitanti.

Fonte: Eurostat

Quali paesi dell’Unione Europea accolgono il più alto numero di richieste d’asilo?

La grafica mostra in verde la percentuale di richieste accolte e in rosso quella di richieste respinte. I dati si riferisono al 2014.

Fonte: Eurostat

Ancora più interessante il quadro che emerge dal confronto tra le domande d’asilo ricevute e quelle accettate da ciascun paese. L’Ungheria, che con 4231 richieste per milione d’abitanti si è collocata lo scorso anno fra quelli più sollecitati, è il Paese che tra i 28 ha fornito meno risposte positive, accettandone appena il 9%. All’estremo opposto la Bulgaria, che ha invece accolto il 94% delle 1529 richieste d’asilo per milione d’abitanti che ha ricevuto. La percentuale delle risposte positive colloca l’Italia al 9° posto in assoluto, con 58 domande accolte su 100. La Germania, tra i paesi più sollecitati, si colloca al 13°, mentre il Regno Unito – che lo è molto meno – è al 15° e la Francia – che vanta una media di richieste per milione di abitanti simile a quella dell’Italia – si trova invece nei bassifondi della classifica, con appena il 22% delle domande d’asilo accettate.

Le differenze che emergono dal confronto dei dati sottolineano una diversità di approcci e politiche, in contraddizione con lettera della politica comune europea di asilo, che stabilisce: “L’asilo non deve essere una lotteria. Gli Stati membri hanno una responsabilità condivisa nell’accogliere i richiedenti asilo in modo dignitoso, assicurando giusto trattamento ed esame di ogni domanda in modo uniforme, in modo che dovunque venga avanzata una richiesta, sia garantito un pari trattamento”.