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Catalogna, e ora? La complicata via per un governo indipendentista

La Catalogna ha votato ma la situazione resta incerta, nonostante la netta vittoria degli indipendentisti. La lista Junts pel Si, indipendentista di

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Catalogna, e ora? La complicata via per un governo indipendentista

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La Catalogna ha votato ma la situazione resta incerta, nonostante la netta vittoria degli indipendentisti. La lista Junts pel Si, indipendentista di centro-destra, la lista del presidente uscente Artur Mas, non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, e per governare avrà bisogno dell’appoggio della lista, anch’essa indipendentista ma di estrema sinistra, Candidatura d’Unità Popolare, o CUP.

Il problema è che questa lista non vuole che a guidare l’esecutivo sia Artur Mas.

“Si tratta di sapere se 72 deputati potranno, insieme, portare avanti un percorso che ci dovrà portare alla proclamazione di uno Stato di Catalogna”, ha detto Mas.

Sulla fattibilità di un governo di coalizione indipendentista, tra due aree politicamente poco conciliabili, le opinioni si dividono, per strada:

“Se la CUP è coerente con il suo programma e con quello che ha detto, Artur Mas non potrà governare, e quindi anche la situazione in Catalogna sarà molto delicata”.

Più ottimisti gli elettori di Junts pel Si:
“Costerà, però andremo avanti. Non possiamo continuare come ora, secondo me”, dice una passante.

Per alcuni, queste elezioni hanno un gusto amaro:

“Non mi pare logico. E ora che facciamo se alla fine vogliono separarsi?”

Che accadrà ora? Lo abbiamo chiesto a Lluis Bassets, vice-direttore del quotidiano El Pais.

Cristina Giner, euronews:
Che cosa farà la lista Insieme per il Si a partire da questo momento e con questi risultati?

Lluis Bassets, El Pais:
Con i risultati che conosciamo, si potrebbe pensare che Insieme per il Si cercherà di formare un governo presieduto da Artur Mas. Sembrerebbe che Esquerra Republicana e Convergencia avessero già un modello di governo in mente quando hanno deciso di formare una lista elettorale congiunta. Ora, il problema è come otterranno una maggioranza parlamentare e questa possono ottenerla solamente con i voti o con l’astensione della CUP, la Candidatura di Unità Popolare. Penso che il problema si risolverà presto: la CUP è una formazione che, in molti casi, ha votato secondo un criterio a geometria variabile: vale a dire che potrebbe votare a favore, contro, o astenersi. In definitiva, può esprimere una posizione molto sfumata di sostegno al progetto secessionista ma di disaccordo con Artur Mas per ciò che riguarda tagli di bilancio e corruzione. Ecco ciò che penso succederà nell’immediato.

Cristina Giner, euronews:
Quale impatto potrebbe avere questo risultato sulle elezioni politiche di dicembre?

Lluis Bassets, El Pais:
Queste elezioni inviano un messaggio molto chiaro all’opinione pubblica spagnola. Il messaggio è che il Partito Popolare, che è stato in buona parte all’origine del problema, non è la forza politica in grado di affrontare la questione e di risolverla. Per contro, sta emergendo una nuova forza – sto parlando di Ciudadanos – che gode di un forte sostegno in Catalogna. Questo è diventato il primo partito di opposizione e di certo possiede il linguaggio giusto per parlare al resto della Spagna e incarnare almeno una parte della soluzione, come minimo.
Per il PP è una disfatta in piena regola, e anche per Mariano Rajoy, per il suo metodo, per il suo spirito e per i messaggi che ha utilizzato in Catalogna.

Cristina Giner, euronews:
C‘è poi la questione europea. Possiamo attenderci cambiamenti?

Lluis Bassets, El Pais:
Credo che le cose non cambieranno molto, né dal punto di vista dell’Europa né da quello internazionale. L’approccio scelto da governi e istituzioni è stato quello di considerare la questione come interna alla Spagna. Dal momento che le elezioni legislative sono dietro l’angolo e si profila un cambiamento di maggioranza, un cambiamento politico molto profondo, in cui la questione catalana sarà il tema principale, credo che non ci sarà un sostanziale cambiamento nella posizione dei governi europei e delle istituzioni internazionali.

Cristina Giner, euronews:
Abbiamo parlato delle ripercussioni politiche ed economiche, ma qual è l’aspetto emotivo di questi risultati?

Lluis Bassets, El Pais:
Il Partito Popolare ha toccato con mano i problemi di ordine emotivo, sentimentale, provocati dalla cattiva gestione di un conflitto dove ci sono molti interessi in gioco. Il pregio di questi interessi è che sono quantificabili e possono essere oggetto di compromessi. Con i sentimenti, invece, non c‘è modo di trovare alcun compromesso. Credo che ci siano senz’altro delle ferite, forse delle ferite molto profonde, ma se riusciamo a esprimere questo conflitto in termini quantitativi, di interessi, di competenze, di enunciati giuridici, e se riusciamo a farlo molto rapidamente, penso che siamo ancora in tempo per sanare i sentimenti feriti.