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Elezioni catalane, cosa c'è da sapere

Data della consultazione 27 SETTEMBRE 2015 La posta in palio Più di cinque milioni di elettori sono chiamati alle urne per il rinnovo del parlamento

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Elezioni catalane, cosa c'è da sapere

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Data della consultazione

27 SETTEMBRE 2015

La posta in palio

Più di cinque milioni di elettori sono chiamati alle urne per il rinnovo del parlamento regionale, domenica 27 settembre prossimo. Il voto sarà interpretato alla luce delle istanze indipendentiste che animano la regione autonoma più sviluppata di Spagna. In questo senso, e in chiave politica, la consultazione equivale a un referendum sull’indipendenza.

Il dibattito è acceso, anche perché si tratta del possibile primo profondo cambiamento della Costituzione del 1978, approvata alla caduta del regime franchista durato 40 anni.

Come funziona il sistema elettorale?

Il sistema elettorale è basato su un sistema di liste singole. I seggi sono assegnati per ognuna delle quattro province in misura proporzionale ai risultati ottenuti da ciascuna lista a livello regionale.

Il parlamento catalano è formato da 135 seggi: 85 eletti nella provincia di Barcellona, 18 in quella di Terragona, 17 eletti a Girona e 15 a Lleida.

Quali sono i principali partiti?

Junts pel Sí: è una coalizione tra la Sinistra repubblicana di Catalogna, Convergenza democratica. Il presidente in carica della Generalitat, Arturo Mas, è in lista con l’ex esponente dei Verdi Raul Romeva.



Candidatura d’Unitat Popular (Lista di Unità Popolare): è un partito della sinistra radicale che sostiene l’indipendenza da Madrid, da Bruxelles e dalla Troika. Il suo candidato alla presidenza è il giornalista Antonio Baños.



Catalunya Sí Que Es Pot (Catalogna Yes We Can): è una piattaforma civica che include movimenti e organizzazioni sociali, tra cui Podemos, Esquerra Unida i Alternativa, i Verdi di Iniziativa per la Catalogna.



Ciutadans – Cs (Cittadini): forza politica liberale, difende la Catalogna come parte della Spagna e propone una riforma delle autonomie. La loro leader è Ines Arrimadas.

Partit dels Socialistes de Catalunya – PSC (Partito socialista di Catalogna): è il braccio catalano del Partito socialista spagnolo. Punta a un modello federale e a una riforma costituzionale. Miquel Iceta è il capolista.



Partido Popular de Catalunya – PP (Partito popolare di Catalogna): è il partito del primo ministro al potere a Madrid. Contrario all’indipendenza
Capolista ​​Xavier Garcia-Albiol.



Unió Democràtica de Catalunya – UDC (Unione democratica di Catalogna): ha rotto con il tradizionale alleato centrista CDC proprio sul punto dell’indipendenza.
La lista è aperta da Ramón Espadaler.



Il parlamento uscente

I sondaggi cosa dicono?

In base a un sondaggio realizzato il 10 settembre scorso dal Centro per le ricerche sociologiche, la coalizione Uniti per il Si potrebbe aggiudicarsi 60 seggi sui 135 in totale. Con questi numeri, e con l’aggiunta della sinistra indipendentista, il progetto di indipendenza avrebbe sulla carta la maggioranza assoluta in parlamento, ma non in percentuale tra gli elettori.

Scenari possibili

Nessuno lo sa. Nemmeno Mariano Rajoy

Se vinceranno gli indipendentisti e otterranno la maggioranza assoluta di 68 seggi, potrebbe accadere che il parlamento proclami unilateralemte dalla Spagna. L’iter per il distacco dalla Spagna prevede entro 18 mesi l’avvio della stesura di una nuova Costituzione.

Se gli indipendentisti avranno bisogno del sostegno della sinistra radicale, lo scenario potrebbe cambiare.


Catalogna



  • Popolazione: 7.512.982(2014)
  • Disoccupazione: 20,22% (secondo trimestre 2014)
  • Pil procapite: 27.298 € (2013)
  • Superficie:32,108 chilometri quadrati

Spagna



  • Popolazione: 46.507.760 (2014)
    (17 comunità autonome)
  • Disoccupazione: 24,7% (secondo trimestre 2014)
  • Pil procapite: 22.278 € (2013)
  • Superficie:504,645 chilometri quadrati

Fonti: eurostat, INE, Idescat