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Ankara di fronte alla crisi dei migranti

Il corrispondente di euronews a Ankara, Bora Bayraktar, ha cercato di capire perché i gommoni dei migranti continuano a salpare dalle coste turche

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Ankara di fronte alla crisi dei migranti

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Il corrispondente di euronews a Ankara, Bora Bayraktar, ha cercato di capire perché i gommoni dei migranti continuano a salpare dalle coste turche, senza incotrare una vera resistenza.
La sua inchiesta.

Perché le autorità turche non fanno niente per bloccare il flusso di migranti che vogliono recarsi in Grecia?

Esodo a ovest

Behramkale una piccola città turca, lambita dal mar Egeo. Ricca di storia e di passato. Dalla collina dove rimangano i resti del tempio di Atena, si vede l’isola greca di Lesbo.

Fino alla scorsa estate, la cittadina era meta ambita dal turismo interno e internazionale.Qualche mese fa dalle sue spiagge hanno iniziato a salpare i canotti dei migranti. Che fuggivano la guerra in Siria, per approdare a ovest, nelle isole greche dell’Egeo, in cerca di salvezza.

Viaggio in peino giorno

Ti aspetteresti che i viaggi della speranza iniziano al calar del sole. Invece no.
Con la sfrontatezza di chi fugge la morte, i migranti s’imbarcano in pieno giorno, incuranti di tutto e tutti.
E non è il singolo che parte, non si tratta di una sola famiglia, ma gruppi di dieci e più persone che su imbarcazioni gonfiabili partono da più punti della costa simultaneamente.

Perché la Turchia non ferma i migranti?

I migranti si nascondono in zone rocciose, piuttosto difficili da raggiungere, e aspettano il proprio turno d’imbarco.
I locali evitano di avventurarsi nei rifugi impervi dove l’attesa dei migranti non è calcolabile. Prima si può partire, meglio è.

Nella zona ci sono pochi villaggi, sparpagliati. La presenza delle forze dell’ordine è limitata.
I pochi agenti si occupano degli affari correnti. I rinforzi inviati dal governo centrale hanno un’altra priorità, la guerriglia del PKK, nel sud est del Paese.

I migranti sono abbandonati al proprio destino, anche perché una volta registrati in Turchia, possono muoversi liberamente nel Paese. Possono anche imbarcarsi per le isole greche.

Il governo potrebbe cambiare la normativa, c‘è chi frena però: in questo modo si potrebbe arrivare a una restrizione dei diritti umani.

Una volta in mare, fermarli è difficile e rischioso.
I canotti dei migranti partono incolonnati, da più punti. Capita a volte di vedere 30, 40 imbarcazioni simultaneamente. Queste accelerano, correndo rischi e pericoli. Non si fermano di fronte a nessun alt.
Inizialmente la zona era pattugliata da tre squadre della guardia costiera turca.

Con l’arrivo dei migranti, Ankara ha inviato dieci imbarcazioni .
Una volta, che i guardiacoste riescono a bloccare un canotto ci vuole un’ora per procedere al trasbordo dei migranti sull’imbarcazione della Guardia Costiera.

Nel frattempo altri gommoni partono, altri ancora arrivano a destinazione. Altri no.

I guardia coste restano cauti e prudenti. Fermare un canotto è rischioso. A bordo, persone che il più delle volte non sanno nuotare, pochi i salvagenti a disposizione. Con manovre azzardate si rischia di rovesciare il canotto e le conseguenze potrebbero essere incalcolabili. Le operazioni di salvataggio richiedono almeno mezz’ora, tempo sufficiente per morire annegati.

Perché Ankara non arresta i migranti

I migranti, comunque, non desistono. Anche se fermati, è sicuro che ci riproveranno. L’arresto è possibile solo se questi sono in possesso di documenti, il più delle volte non è il caso.
E, comunque, il numero di migranti è così alto che Ankara si trova nell’impossilità di fermarli tutti con i mezzi che ha.
Dal 2012, la Turchia ha investito 5 miliardi di dollari nella crisi dei migranti.

Perché il numero die migranti è aumentato improvvisamente

Il numero dei profughi è aumentato anche perché il costo del viaggio è crollato drasticamente. I passeur chiedevano da 10 mila ai 12 mila dollari l’anno scorso. Oggi, per lo stesso tragitto chiedono 1000, 1250 dollari.

Non solo, lo stato sociale di alcuni Paesi europei, molto favorevole nei confronti dei richiedenti asilo, ha incentivato i migranti a fuggire da miseria e guerra. Queste voci si diffondono rapidamente.
Non altre.
In molti non sono al corrente del cambiamento di molte situazioni, della chiusura di alcune frontiere, come della costruzione di muri di metallo.

Quando l’apprendono, restano scioccati.
Non è questo, però, che li farà demordere dall’obiettivo di arrivare in Europa.