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Myanmar libera 7000 prigionieri

Le autorità birmane hanno ordinato la scarcerazione di quasi 7 mila detenuti, tra cui 210 stranieri. L’amnistia è stata motivata con la volontà di

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Myanmar libera 7000 prigionieri

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Le autorità birmane hanno ordinato la scarcerazione di quasi 7 mila detenuti, tra cui 210 stranieri. L’amnistia è stata motivata con la volontà di favorire le relazioni con i paesi vicini.

Liberati tra gli altri 155 cinesi, la cui condanna all’ergastolo per disboscamento illegale, qualche settimana fa, aveva indignato Pechino.
Ma gli attivisti per i diritti umani ridimensionano il gesto.

“Mancava solo un mese alla fine della mia pena – racconta un uomo appena uscito di prigione -. Penso sia solo uno show del governo.”

“Non penso che il governo sia stato tanto benevolo decretando la nostra liberazione – gli fa eco un altro uomo scarcerato -, perché ci sono tanti altri detenuti che vuole lasciare in carcere. Ci sono studenti sotto processo. Se fosse veramente una questione di buona volontà, dovrebbero rilasciare tutti i prigionieri politici.”

Secondo le associazioni locali per i diritti umani, solo 13 prigionieri politici sono stati rilasciati, mentre dietro le sbarre ne rimangono ancora 169 e 446 attivisti sono in attesa di processo.