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"Pennies", piccoli mendicanti fra Cisgiordania e Israele

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"Pennies", piccoli mendicanti fra Cisgiordania e Israele

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Yichia ha 14 anni e Hamam 8. Sono due degli 11 fratelli di una famiglia di Tul Karem, in Cisgiordania. Una famiglia che, da soli, mantengono facendo

Yichia ha 14 anni e Hamam 8. Sono due degli 11 fratelli di una famiglia di Tul Karem, in Cisgiordania. Una famiglia che, da soli, mantengono facendo l’elemosina in Israele, attraversando illegalmente la frontiera. Il documentario “Pennies” racconta la loro storia.

Point of view

Il film non parla di politica, ma il problema costante per la famiglia dei due ragazzi è la barriera di separazione che non consente al padre di lavorare in Israele, e che li ha portati a una situazione di povertà. Chi è responsabile della situazione di quei ragazzi?

Il film è stato presentato al Jerusalem Film Festival. Il regista, l’arabo israeliano Badran Badran, lavora da 15 anni alla realizzazione di progetti educativi per bambini e adolescenti. Il documentario si inserisce nel suo attivismo in questo senso, dice: “Fare questo film per me è stato un impegno sociale. Il film non parla di politica, ma il problema costante per la famiglia dei due ragazzi è la barriera di separazione che non consente al padre di lavorare in Israele, e che li ha portati a una situazione di povertà. Chi è responsabile della situazione di quei ragazzi? Sono loro le vittime, sono costretti a mendicare anziché andare a scuola. Chi o che cosa potrebbe cambiare la situazione?”

È il primo film di Badran Badran. Ogni giorno, sulla strada per andare al lavoro, vedeva dei piccoli mendicanti. Un giorno incontrò Yichia, con i suoi grandi occhi tristi e i suoi modi posati. Da lì, la decisione di conoscere il padre e di realizzare questo documentario, che è stato girato senza nessun intervento esterno da parte del regista.
Badran ha seguito la vita di tutti i giorni dei due ragazzi per quasi otto anni, tra mille difficoltà, spiega: “Il primo scoglio sono stati i padroni che controllano i ragazzi che fanno l’elemosina: ogni volta che appariva qualcuno con una telecamera, lo picchiavano. Mi ci sono voluti più di due anni per guadagnarmi la loro fiducia. Non era facile nemmeno filmare gli automobilisti, non tutti lo volevano. Ed è stato complicato anche far comportare i ragazzi in modo naturale in presenza della telecamera, ma alla fine le riprese sono diventate parte della loro vita”.

“Pennies” è proiettato in Israele fino a ottobre, ed è possibile vederlo anche a diversi festival cinematografici.