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Accolto come un figlio. In Kenya Obama ritrova radici e famiglia

La prima visita presidenziale nel paese del padre prosegue oggi con un fitto calendario di impegni istituzionali

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Accolto come un figlio. In Kenya Obama ritrova radici e famiglia

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Il Kenya lo accoglie come un figlio e Barack Obama inizia la sua prima visita presidenziale nel paese natale del padre con una affollata cena in famiglia.

L’abbraccio della sorellastra Auma e di quella che Obama chiama “nonna” prelude tuttavia a una due giorni di lavoro, che sarà principalmente dedicata a questioni commerciali, lotta al terrorismo e diritti dell’uomo.

A lungo impedita dalle accuse di crimini contro l’umanità per il presidente Uhruru Kenyatta la visita di Obama è stata resa possibile dal loro abbandono a dicembre, da parte della Corte Penale Internazionale.

Un via libera che ha scatenato l’entusiasmo della popolazione locale, che ha accompagnato festante il corteo presidenziale lungo il suo tragitto dall’aeroporto di Nairobi all’hotel.

Tra le voci raccolte per le vie della capitale kenyana c‘è chi vede nel primo presidente nero degli Stati Uniti la realizzazione del celebre “sogno” di Martin Luther King chi, a pochi giorni appena dalla riapertura del centro commerciale di Nairobi attaccato due anni fa dagli Al-Shabaab, si augura invece che Obama si impegni a nome del governo statunitense a potenziare la lotta al terrorismo in Kenya.

Non manca poi chi l’America l’ha finora guardata solo da lontano e spera che il Presidente semplifichi il regime dei visti, per poter finalmente realizzare un sogno.

Prima di volare domenica in Etiopia, Obama ha oggi in programma un incontro con gli imprenditori, un omaggio ai superstiti dell’attacco del 1998 all’ambasciata statunitense e una cena con il presidente Kenyatta.

In una galleria fotografica della Reuters, l’entusiasmo del Kenya per la visita di Obama e le pagelle scolastiche del “piccolo Barack”.