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Eid al-Fitr: fine del Ramadan tra le macerie a Gaza, in Siria e in Yemen

Primo Eid al-fitr per re Salaman in Arabia Saudita. Il nuovo sovrano ha pregato nella Moschea della Mecca invasa dai fedeli che celebrano la fine del

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Eid al-Fitr: fine del Ramadan tra le macerie a Gaza, in Siria e in Yemen

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Primo Eid al-fitr per re Salaman in Arabia Saudita. Il nuovo sovrano ha pregato nella Moschea della Mecca invasa dai fedeli che celebrano la fine del mese di digiuno del Ramadan.

Almeno 14 Paesi musulmani hanno iniziato questo venerdì, dopo l’avvistamento della luna crescente, il primo dei tre giorni di festa (in altri Paesi, come Oman e Marocco, l’Eid al-Fitr inizierà
domani). In Yemen, nel pieno di un conflitto, l’inizio delle celebrazioni è conciso con la liberazione di Aden dal gruppo ribelle sciita degli Houthi.

“La maggior parte delle persone non sente la gioia dell’Eid perché c‘è chi non ha più una casa, compresi tanti bambini – dice un abitante di Sanaa, la capitale – La situazione è molto pericolosa e tante persone sono in condizioni difficili. C‘è chi non ha uno stipendio e va alla ricerca di qualcosa da mangiare”.

Per i siriani questo è il quinto Eid al-Fitr di guerra. La tv di Stato mostra la ricomparsa in pubblico del presidente Bashar al Assad, mentre ad Aleppo in molti trascorrono questa festa al cimitero. Ai bombardamenti del regime, si aggiunge la violenza dello Stato islamico: i jihadisti hanno crocifisso decine di perse durante il mese di Ramadan.

A Gaza, ancora segnata dall’ultimo conflitto con Israele, in migliaia hanno partecipato alla preghiera pubblica presieduta dal leader di Hamas Ismail Haniyeh. Sullo sfondo le macerie: il blocco militare israeliano continua a privare l’area di urgenti forniture di prima necessità, come i materiali da costruzione.