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Freedom Flotilla oggi verso Gaza. Reazioni a Gerusalemme

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Di Euronews
Freedom Flotilla oggi verso Gaza. Reazioni a Gerusalemme

<p>Potrebbero raggiungere le acque territoriali israeliane già oggi le prime imbarcazioni della <a href="https://freedomflotilla.org/">Freedom Flotilla</a>, 4 anni dopo il dramma della Mavi Marmara che costò la vita a 11 persone. Allora come oggi, l’idea che aiuti umanitari non autorizzati da Israele possano entrare a Gaza costringe a mettere in discussione l’embargo applicato sulla Striscia da parte delle autorità dello Stato Ebraico da 8 anni a questa parte.</p> <p>L’inviato di euronews Luis Carballo è andato a Gerusalemme per tastare il polso della popolazione locale: “Questa nuova Flotilla diretta a Gaza ha tutti i presupposti per innescare un’altro scontro di opinioni in Israele” dice. “Qui a Gerusalemme abbiamo parlato con i palestinesi e con gli israeliani. I palestinesi sottolineano la mancanza di umanità del governo di Netanyahu nell’impedire che la Flotilla arrivi alla Striscia. Molti israeliani ci hanno detto che lasciar entrare gli aiuti equivale a consegnarli direttamente ad Hamas”.</p> <p>“Israele ha firmato un sacco di accordi nel corso degli ultimi 40 anni” dice un palestinese. “Con il governo Netanyahu, prima con Olmert, ancora prima con Begin e Rabin, ma non gli importa nulla. Punto e basta” afferma.</p> <p>“Credo che la gente a Gaza abbia tutto l’aiuto umanitario di cui c‘è bisogno e che il governo israeliano lasci entrare tonnellate di aiuti umanitari” afferma invece un israeliano. “La differenza è che queste imbarcazioni vogliono entrare senza l’accordo del governo e abbiamo paura che quei beni, invece che andare alla popolazione, finiscano in mano ai terroristi, come sempre”.</p> <p>Le navi dirette verso le coste palestinesi sono 4. A bordo, oltre a diverse tonnellate di materiale medico-sanitario e beni di prima necessità, ci sono un centinaio di attivisti, compreso il parlamentare arabo-israeliano Basel Ghattas, che si sono imposti una rigida disciplina della non violenza se dovessero – o quando dovranno – affrontare un intervento israeliano per fermare la missione.</p>