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Attentato a Sousse: il turismo "vittima collaterale"

Stranieri in fuga dalle spiagge. Il Ministro tunisino del turismo: "Una catastrofe per l'economia"

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Attentato a Sousse: il turismo "vittima collaterale"

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L’attentato di Sousse induce i vacanzieri stranieri alla fuga e fa parlare il Ministro del turismo tunisino di “catastrofe per l’economia del Paese”.

Le spiagge di questo tratto di costa del golfo di Hammamet si stanno svuotando a vista d’occhio. Proprio quando il settore turistico stava rialzando la testa dopo l’attentato di marzo al museo del Bardo di Tunisi, un duro colpo che rischia di stroncare sul nascere la stagione appena iniziata.

“Il nostro turismo è stato messo in ginocchio – dice un residente -. La nostra economia è già in difficoltà. Come faremo adesso? Solo qui a Sousse sono circa 4.000 le persone che lavorano nel settore”.

“E’ una tragedia terribile – commenta una turista ucraina – . Quanto avvenuto è un atto disumano e contrario ai valori più elementari”.

A lamentare un calo negli affari sono anche i negozianti, che al bilancio annunciato delle autorità non esitano ad aggiungere quella che già chiamano “vittima collaterale” del sanguinoso attentato di venerdì: il turismo della Tunisia.

“Sousse è nota come perla della costa tunisina – dice l’inviato di euronews, Mohammed Shaikhibrahim – : una delle località più ricercate durante le vacanze estive. Ora i turisti stranieri la stanno però abbandonando. E a restare sono soltanto le tracce di sangue, lasciate sulla sabbia da questo terribile attacco”.