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Incertezza e incubo default nelle strade di Atene

Preoccupata sì, ma in buona parte solidale con il Governo Tsipras. La Grecia che risponde ai microfoni di euronews non nasconde le inquietudini, ma

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Incertezza e incubo default nelle strade di Atene

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Preoccupata sì, ma in buona parte solidale con il Governo Tsipras. La Grecia che risponde ai microfoni di euronews non nasconde le inquietudini, ma sostiene che il rinvio del rimborso da trecento milioni dovuto al Fondo Monetario Internazionale era inevitabile.

“E’ uno sviluppo di certo negativo, ma il governo greco ha fatto questa scelta per guadagnare tempo e prolungare i negoziati fino alla prossima settimana. Il problema era soprattutto la restituzione della tranche da cinquecento milioni di euro, dovuta il prossimo venerdì. L’obiettivo è trattare ora senza un’eccessiva pressione. E’ chiaro che i nostri partner europei dovranno elaborare una proposta migliore di quella dello scorso lunedì, che era crudele sul piano sociale e non rispondeva agli obiettivi di crescita che il paese deve perseguire”, fa notare l’economista Charalabos Gotsis.

A tastare il polso di Atene, la nostra corrispondente Symela Touchtidou. “La decisione del governo greco di rinviare il rimborso al Fondo Monetario Internazionale a poche ore dalla sua scadenza ha colto di sorpresa anche i cittadini greci. Molti di loro non nascondono le loro inquietudini, dopo che quattro mesi di negoziati non sembrano aver avvicinato un accordo”.

Miste le reazioni a caldo degli ateniesi, all’iniziativa del governo. C‘è chi sostiene che “Il popolo li ha scelti per trovare una soluzione ed è questo che sono tenuti a fare. E se non ci riescono, che se ne vadano”. E chi dice: “Credo sia stata una buona decisione. Se avessimo pagato cosa sarebbe accaduto, poi? Non avremmo comunque avuto di che pagare il resto”. “Siamo tutti preoccupati, ovviamente. Il governo le sta provando tutte, questo è incontestabile. Ma restiamo tutti col fiato sospeso. Non abbiamo pagato perché non ce lo possiamo permettere. Se lo avessimo fatto, con cosa li avremmo pagati li stipendi?”