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Nepal: tre persone vive sono state estratte dalle macerie

La speranza non muore in Nepal. Tre persone vive sono state estratte dalle macerie di una costruzione crollata nel villaggio di Syauli, a

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Nepal: tre persone vive sono state estratte dalle macerie

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La speranza non muore in Nepal. Tre persone vive sono state estratte dalle macerie di una costruzione crollata nel villaggio di Syauli, a Sindhupalchowk. Questo distretto ha pianto 1700 morti, il maggior numero del terremoto che ha colpito il Paese sabato 25 aprile. Oltre settemila e 200 le vittime e più di 14mila i feriti.

In emergenza i sopravvissuti: “Nessuno è venuto qui, nessuno ci ha aiutato. Stiamo facendo tutto da soli. Mangiamo il poco che abbiamo’‘, dice una giovane.“Se nessuno arriva qui per aiutarci e fornici soccorso, moriremo di fame. Non c‘è altro da dire’‘.

Il governo nepalese ha ammesso di non avere mezzi e preparazione sufficienti per far fronte alla crisi. Secondo le Nazioni Unite servono 400 milioni di euro in aiuti umanitari solo per i prossimi tre mesi. L’Onu ha denunciato ritardi delle autorità nepalesi nella consegna dei beni di prima necessità alla popolazione. In un’area di centinaia di chilometri, il governo di Kathmandu ha potuto dispiegare solo 20 elicotteri. Mancano fuoristrada per raggiungere le zone più difficili e portare medicinali, acqua e cibo.

La capitale Katmandu è la città che ha subito più danni. Condizioni sanitarie a rischio. “Le temperature stanno salendo e i corpi delle vittime iniziano a putrefarsi, c‘è il rischio di un’epidemia su larga scala’‘, spiega Liu Haifeng, direttore medico della squadra cinese di soccorso internazionale (CISAR – China International Search and Rescue Team).

Il bilancio delle vittime potrebbe essere “molto più elevato” ha detto il ministro delle Finanze nepalese. Il terremoto di sabato scorso di magnitudo 7,9 è stato il più devastante per il Nepal degli ultimi 80 anni.