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Expo 2015: Milano ospita il mondo per il diritto al cibo

Cinquantaquattro padiglioni di Paesi, nove padiglioni collettivi che riuniscono 82 Stati, quattro aree tematiche, una anche a Milano città, una

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Expo 2015: Milano ospita il mondo per il diritto al cibo

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Cinquantaquattro padiglioni di Paesi, nove padiglioni collettivi che riuniscono 82 Stati, quattro aree tematiche, una anche a Milano città, una collina mediterranea, oltre ai padiglioni di partecipanti non ufficiali e aziendali, più 60 punti dedicati al food, oltre a quelli organizzati dai 135 Paesi partecipanti, tutto distribuito su due strade, una che corre da Est ad Ovest e ospita tutti i Paesi stranieri, il decumano, e una, il cardo, con gli spazi italiani che da Sud va a Nord. Ecco quello che potranno vedere i visitatori di Expo dal primo maggio, quando aprirà l’esposizione universale del 2015.

Point of view

Il cibo è il più fondamentale dei diritti fondamentali

Per sei mesi, dall’1 maggio al 31 ottobre, il mondo intero sarà simbolicamente unito in 110 ettari a nord ovest di Milano. In nome del cibo e del TEMA: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Expo Milano ha nove padiglioni collettivi dedicati a Paesi uniti in nome di una caratteristica comune: 6 cluster riguardano l’alimento che unisce i Paesi presenti (cacao, caffé, riso, grano, frutta, spezie), 3 riguardano la caratteristica geografica che unisce i Paesi (Zone Aride, Mare e Isole, Biomediterraneo).

Il Padiglione Zero è una sorta di ‘biglietto da visita’ della manifestazione, che il commissario unico Giuseppe Sala considera la Tour Eiffel di Milano, complice anche il premio architettonico vinto dalla struttura progettata da Michele De Lucchi. Il padiglione – con l’allestimento ideato da Davide Rampello e dallo scenografo Giancarlo Basili – introduce al tema di Expo ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’.

Il Milan Center for Food Law and Policy
Il Milan Center for Food Law and Policy è un centro di documentazione costituito nel febbraio scorso da Expo Milano 2015, Camera di Commercio e Comune di Milano, Regione Lombardia. Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale di Milano, è stata chiamata a presiederlo anche in virtù della sua esperienza internazionale. Questa esperienza internazionale la ha ispirata a proporre, fin dal suo insediamento alla Presidenza del Milan Center, un percorso ambizioso perché il diritto al cibo diventi “il più fondamentale dei diritti fondamentali”. Il video del Milan Center le richiama e nel suo titolo – Italy for right to food – vuole essere il viatico per il successo di un’Expo che parli al cuore degli uomini e trovi quell’anima che molti dicevano avesse perduto.

Oggi nel mondo circa 800 milioni di persone soffrono di fame cronica e più di due miliardi di persone sono malnutrite. Eppure ogni anno, 1,3 miliardi di tonnellate di cibo viene sprecato mentre le risorse della terra, le foreste e i mari sono sfruttati in modo insostenibile.

Il Padiglione Italia
Il padiglione Italia è un quartiere che si sviluppa lungo una strada di 325metri intorno alla quale, organizzate in borghi e piazzette, vengono presentate le eccellenze italiane. Cuore del quartiere è Palazzo Italia, struttura avveniristica di 5 piani. Struttura in cemento biodinamico bianco creato da Italcementi resterà anche dopo l’esposizione.

L’Albero della Vita
Ideato da Marco Balich, è l’icona del Padiglione Italia. Realizzato in acciaio e legno da un consorzio di 19 aziende (Orgoglio Brescia) è alto 35 metri e ha una chioma larga 42 che fiorirà di luci e giochi pirotecnici per offrire 1.260 spettacoli, uno ogni ora per i sei mesi dell’esposizione.

La Carta di Milano
La Carta di Milano è il documento fondamentale, la vera eredità che Expo Milano intende lasciare, una sorta di protocollo di Kyoto sulla sostenibilità ambientale e alimentare del pianeta, che anche i visitatori di Expo potranno sottoscrivere. Verrà consegnato al segretario dell’Onu Ban Ki-moon il 16 ottobre, a Milano.

Il dispositivo di sicurezza
Imponenti le misure di sicurezza messe in campo. Oltre 3.700 gli uomini in più mandati a Milano dal Viminale per l’esposizione. L’intero perimetro del sito è protetto da una barriera metallica di 3,15 metri. Oltre 2.000 telecamere per un controllo costante da una sala operativa centrale, 750 gli uomini della vigilanza presenti per turno nel sito.

Il futuro dei Padiglioni
I padiglioni sono “self-built” (54 Paesi ne hanno uno “proprio”) , sono stati cioé realizzati direttamente dai Paesi o dalle realtà partecipanti. Il più grande è quello della Germania, seguito da quello della Cina. Tutti sono ecosostenibili: a fine manifestazione saranno smontati e rimontati nei rispettivi Paesi, oppure in altre zone.