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Il nuovo centro europeo anti-terrorismo non convince

Circa quattro mesi dopo gli attentati di Parigi, la Commissione europea ha presentato una strategia per la sicurezza, prevede la creazione di un

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Il nuovo centro europeo anti-terrorismo non convince

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Circa quattro mesi dopo gli attentati di Parigi, la Commissione europea ha presentato una strategia per la sicurezza, prevede la creazione di un centro anti-terrorismo sotto l’egida di Europol, l’agenzia per la cooperazione delle forze dell’ordine. Ma poiché la sicurezza resta una competenza prettamente nazionale, tutto dipenderà dall’effettiva volontà degli stati membri.

“Dobbiamo condividere piu’ dati, incrementare la cooperazione sul piano operativo, rafforzare la fiducia reciproca- ha sottolineato il Vice-Presidente della Commissione Frans Timmermans- In particolare dobbiamo sviluppare la cooperazione giudiziaria. Inoltre le agenzie europee dovrebbero essere dotate di mezzi adeguati e lavorare insieme”

Gli ecologisti tuttavia non hanno risparmiato critiche: l’accento, dicono, è posto troppo sulla raccolta dei dati, come spiega Philippe Lamberts, co-leader dei Verdi: “Se si pensa agli attacchi di Charlie Hebdo, se si pensa agli attacchi terroristici commessi in Gran Bretagna o in Spagna, si puo’ notare che chi ha commesso questi crimini era noto. Non è per la mancanza di informazioni che non si riesce a prevenire questi attacchi, ma è per la mancanza di analisi delle informazioni”

Per Gianni Pittella, leader del gruppo dei Socialisti e Democratici, sono necessarie misure restrittive ma anche preventive, attraverso il dialogo: “Da un lato è necessario rafforzare i sistemi di intelligence, di cooperazione dei servizi di intelligence tra Unione europea e paesi terzi, soprattutto del Mediteraneo- ha dichiarato- dall’altro lato è necessario sostenere il dialogo interreligioso”.

Il nuovo centro europeo dovrà coadiuvare il lavoro degli inquirenti nazionali per contrastare il finanziamento dei terroristi islamici e il traffico di armi.