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Cipro Nord avverte Ankara, Akinci a euronews: "nuovo approccio nelle relazioni"

Cipro Nord prende le distanze dalla Turchia e vota per il dialogo. Questo è il messaggio portato dall’elezione del socialdemocratico Mustafa Akinci a

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Cipro Nord avverte Ankara, Akinci a euronews: "nuovo approccio nelle relazioni"

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Cipro Nord prende le distanze dalla Turchia e vota per il dialogo. Questo è il messaggio portato dall’elezione del socialdemocratico Mustafa Akinci a presidente della parte turca dell’isola.

Il nuovo leader della Repubblica autoproclamata nel 1983, un moderato, ha vinto promettendo un rapido riavvicinamento con il Sud, dopo oltre 40 anni di divisione dell’isola. Simbolo di questa separazione è la zona cuscinetto di 346 metri quadrati amministrata dalle Nazioni Unite, ma di fatto abbandonata.

Cipro è indipendente dal Regno Unito dal 1960. Le due comunità principali, quella turca e quella greca, hanno sempre convissuto, ma dopo l’indipendenza, i nazionalisti greci hanno tentato di annettere Cipro alla madre patria.

Nel 1974, gli ufficiali greci agli ordini del regime dei colonnelli tentano un colpo di Stato. La Turchia mobilita l’esercito per proteggere – dichiara – la minoranza turca e dà il via all’operazione Attila. Nel giro di due giorni, l’esercito di Ankara occupa il 38% del territorio.

La Turchia, a quel punto, non ritira i propri soldati e impone la divisione del Paese. Divisone che persiste nel 2015, con il Nord riconosciuto solo dalla Turchia, dalla quale l’amministrazione percepisce quasi 900 milioni di euro ogni anno, un terzo del suo prodotto interno lordo.

Ufficialmente, per la comunità internazionale, questo Stato fantasma a 65 chilometri dalle coste della Turchia non esiste. Ma in realtà tutto è sotto il controllo di Ankara, che non è solo il cuore economico del Nord, ma anche il suo unico riferimento politico.

L’elezione di Akinci riflette non solo la voglia di cambiare leadership politica, ma anche il desiderio di affrancarsi dall’ingerenza del governo di Ankara nella gestione dei negoziati con i greco-ciprioti.

Si attende, ora, la prossima mossa di Erdogan, che non perde occasione per affermare la propria influenza sul Nord e difficilmente procederà al ritiro delle truppe turche.

Dall’altra parte della barricata, il presidente cipriota, Nicos Anastasiades, dice di esser pronto a far ripartire i negoziati interrotti l’8 ottobre scorso per le ingerenze della Turchia nella Zona Economica Esclusiva cipriota, dove Nicosia ha in corso ricerche di idrocarburi.

Proprio la recente scoperta di grandi giacimenti sottomarini di gas al largo della costa meridionale di Cipro potrebbe costituire un incentivo per la parte turco-cipriota a tornare al tavolo negoziale.

Il giornalista di euronews, Bora Bayraktar, ha incontrato Mustafa Akinci a nicosia: “Presidente Akinc, congratulazioni per la sua schiacciante vittoria. Ora tutti si chiedono: cosa cambierà con lei al potere? Sappiamo che ci sono delle direttive da rispettare sulla questione di Cipro. Cosa cambierà?”

Mustafa Akinci: “Ho detto che attuerò politiche incentrate sul rafforzamento della fiducia per arrivare a una soluzione. Questo riguardo il problema di Cipro. Ma ci sono da affrontare anche affari interni. Io rappresento un diverso approccio in questi affari interni, nelle relazioni con la Turchia. Sarò un presidente attento ai problemi della gente, non agli affari dei partiti politici. Il mio mandato presidenziale sarà indipendente e imparziale, equidistante da tutti, ma pronto al dialogo”.

euronews: “La parte greca dell’isola è felice della sua elezione. Qual è il suo messaggio ai greco-ciprioti?”

Mustafa Akinci: “Quando sono stato eletto sindaco di Nicosia dopo l’intervento militare del 1974, sono stato il primo ad avviare un progetto che conivolgesse i due comuni della città. Abbiamo portato l’acqua corrente nel cuore della città vecchia di Nicosia e abbiamo dotato l’intera città di un sistema fognario. Quel progetto ha rappresentato l’avvio del piano di sviluppo della città. I greco-ciprioti sanno che io sono una persona che conosce il valore della cooperazione per il bene di due comunità. Naturalmente sanno che difenderò i diritti del mio popolo. Ma sanno anche che ho intenzione di agire per il bene di entrambi i popoli”.

Mustafa Akinci: “La questione cipriota è lunga quasi mezzo secolo. La mia speranza è, insieme al leader greco-cipriota, quella di realizzare la nostra visione comune: una Cipro dove si possano condividere le ricchezze dell’isola e non il dolore delle generazioni future. Lo spero per i nostri giovani. L’isola è grande 9000 km quadrati. Le due comunità dovrebbero condividere questa terra in modo equo e giusto”.

euronews: “Qual è la sua opinione rispetto alle critiche che arrivano da Ankara e rispetto alla retorica utilizzata durante la campagna elettorale?”

Mustafa Akinci: “In realtà non ho notato una simile preoccupazione in Turchia. I funzionari turchi hanno fatto ciò che dovevano fare e non hanno interferito ufficialmente sul voto. Questo è raro nella nostra storia. Il defunto presidente Denktaş diceva: ‘nessun candidato può vincere le elezioni contro la volontà della Turchia’, e aveva ragione a quel tempo. Ma ora i tempi sono cambiati. In questa nuova era tutti, in Turchia e nel mondo, devono accettare il fatto che il candidato migliore è colui che è stato eletto dai suoi cittadini”.