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Si rischia di inviare un segnale sbagliato ai partner europei: che la politica greca nei loro confronti è spinta da opportunismo

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Si rischia di inviare un segnale sbagliato ai partner europei: che la politica greca nei loro confronti è spinta da opportunismo

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A Mosca il presidente russo Putin ha conquistato un nuovo alleato europeo nella sua battaglia contro le sanzioni europee.

Anche se il premier greco non ha chiesto un sostegno finanziario immediato al Cremlino, Tsipras ha ribadito di essere contrario alle sanzioni imposte alla Russia, dichiarazioni non apprezzate da Germania e Francia che rischiano di isolare la Grecia.

Tsipras inoltre parteciperà alle celebrazioni russe per la fine della Seconda guerra mondiale il 9 maggio, festeggiamenti a cui invece hanno deciso di non presenziare Merkel e Hollande.


Ne parliamo con il direttore dell’Istituto greco di Relazioni Internazionali, Konstantinos Filis, in collegamento da Atene.

Efy Koutstokosta, euronews:

“Che cosa spera il governo greco con questa visita?”

Konstantinos Filis, direttore dell’Istituto greco di Relazioni Internazionali:

“Gli europei pretendono che la Grecia metta dei limiti alle proprie relazioni con la Russia, quando alcuni grandi stati europei stanno loro stessi sviluppando le proprie relazioni con Mosca sulla base dei loro interessi nazionali.

D’altra parte, il governo greco non dovrebbe collegare il rafforzamento dei suoi legami con la Russia ai negoziati in corso con i suoi creditori per due motivi.
Da un lato, perché in questo modo si invia un segnale sbagliato ai partner europei che la politica greca nei loro confronti è spinta da opportunismo e che se non si soddisfano le nostre richieste, possiamo rivolgerci altrove.

In secondo luogo, visto che la Russia non può essere considerata come una alternativa seria per Grecia, ma solo come una soluzione complementare, c‘è il pericolo di inviare anche un segnale sbagliato anche ai paesi terzi (come la Cina).

Efy Koutstokosta, euronews:

“Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha messo in guardia il governo greco di non incrinare la posizione comune dell’UE sulle sanzioni alla Russia. Tuttavia Alexis Tsipras, parlando ad un’agenzia di stampa russa, ha rilasciato dichiarazioni in una direzione diversa. Non è pericoloso?”

Konstantinos Filis, direttore dell’Istituto greco di Relazioni Internazionali:

“Credo che Atene non sceglierà di prendere le distanze dalla posizione comune dell’Unione europea sulle sanzioni contro la Russia, se questo puo’ portare al suo isolamento. Atene cercherà di formare un blocco comune degli Stati europei che condividono le stesse posizioni greche e hanno priorità simili come l’Italia, l’Austria, la Slovacchia, Cipro, Ungheria, anche se l’Ungheria ha una leadership molto particolare e la Grecia deve fare attenzione a non muoversi sugli stessi passi, bisogna quindi mostrare che la Russia è utile, e su questa base dobbiamo formare una posizione europea comune”.

Efy Koutstokosta, euronews:

“Il ministro degli Esteri greco ha firmato una dichiarazione comune in Ungheria per far avanzare il progetto di gasdotto turco. Questo vuol dire che alcuni Stati europei stanno differenziando la loro posizione mentre l’Unione europea sta cercando di accelerare sul progetto di unione energetica e di diventare meno dipendente dal gas russo?

Konstantinos Filis, direttore dell’Istituto greco di Relazioni Internazionali:

“Per la partecipazione della Grecia al progetto del gasdotto turco, devono essere soddisfatte alcune condizioni specifiche. Prima di tutto, anche i paesi che sono stati danneggiati dall’annullamento del progetto del gasdotto South Stream, come l’Austria e l’Italia, devono essere disposti a partecipare al progetto del gasdotto turco.

Seconda condizione, bisogna trovare aziende disponibili a prendere il gas, visto che la Russia vuole inviare il gas ai confini tra Grecia e Turchia, ma senza alcun altro intervento, per evitare conseguenze legali.

L’altra condizione è di garantire una posizione europea comune o almeno un minimo di consenso da Bruxelles per sostenere il progetto. Perché se non c‘è il sostegno di Bruxelles come nel caso del gasdotto di South Stream, allora c‘è il rischio che il progetto possa essere compromesso.”

Per Judy Dempsey del think thank Carnegie Europe, tuttavia, Tsipras ha piu’ bisogno di Merkel che di Putin.