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Lieberman choc: "agli arabi-israeliani che non stanno con noi taglierei la testa"

La dichiarazione del ministro degli Esteri nel corso di un appuntamento elettorale.

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Lieberman choc: "agli arabi-israeliani che non stanno con noi taglierei la testa"

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Saranno gli scarsi consensi di cui gode il suo partito Yisrael Beiteinu, che a differenza del 2013 non corre col Likud. Sta di fatto che, a pochi giorni dal voto, il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha alzato il tiro della sua campagna elettorale, mirando sugli arabi israeliani, almeno quelli “sleali nei confronti dello Stato di Israele”. E trovando non pochi apprezzamenti nel suo uditorio, nel corso di un appuntamento elettorale alla Interdisciplinary Center Herzliya

“Mi piacerebbe dire – ha affermato – che chi è con noi dovrebbe ottenere tutto ciò che desidera, ma per quelli che sono contro di noi, non c‘è niente da fare… dovremmo prendere una scure e tagliare loro la testa. Altrimenti nqui non sopravviveremo”.

Ricevendo un lungo e caloroso applauso dopo aver completato tale affermazione.

“Sarebbe una versione ebraica dell’Isis”, ha
commentato il deputato arabo israeliano Ahmad Tibi, tra i principali esponenti della lista araba unita in lizza al voto. Che, al contrario del ministro degli Esteri, intende “rimuovere teste fasciste e razziste solo con metodi democratici, guadagnando più seggi possibile”.

Così “sarà più debole lo Stato islamico ebraico” ha concluso con un evidente ossimoro, volto a sottolineare che i metodi proposti da Lieberman (pur, si suppone, non da applicare alla lettera, ma solo parte di un colorito “pour parler”) non sono differenti da quelli degli estremisti che controllano parte di Iraq e Siria.

Nel suo discorso, il membro del governo ha anche affermato che non c‘è ragione perché Umm Al-Fahm, terza città araba in Israele, faccia ancor aparte del Paese.

La città nel distretto di Haifa è sotto la stella di David dal 1949, in seguito all’armistizio con la Giordania. Nel corso di una protesta che vi si è svolta la scorsa settimana, alcuni dei manifestanti sventolavano le bandiere del Nakba Day, la commemorazione che i palestinesi compiono ogni 15 maggio, giorno successivo all’indipendenza di Israele.

“Sarei contento di concederli al governo di Mahmoud Abbas” ha affermato.

Nonostante questo gancio offerto all’elettorato più estremo, Lieberman e i suoi non saranno ago della bilancia di una competizione che i sondaggi danno serrata tra il Likud del premier Benyamin Netanyahu e il centrosinistra di Isaac Herzog e Tzipi Livni.

Decisiva alle elezioni del 17 marzo potrà essere proprio la lista unitaria dei partiti arabo-israeliani, per la prima volta uniti e accreditati come terza forza.