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Passenger Name Record: la "schedatura" dei passeggeri Ue che fa discutere


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Passenger Name Record: la "schedatura" dei passeggeri Ue che fa discutere

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Prima Francia e Belgio, poi la Danimarca.

Tre attacchi terroristici in Europa nel giro di poche settimane. Sempre a opera di estremisti cresciuti nel paese colpito.

In particolare i massacri di Parigi hanno spinto i politici a concentrarsi sul problema della sicurezza per i cittadini europei.

Il parlamento Ue ha quindi ripreso in mano un progetto, bloccato dal 2011, riguardante i dati dei passeggeri aerei.

Il progetto prevede la raccolta dei dati di tutti i viaggiatori in entrata e in uscita dall’Unione europea. Oltre ai dettagli su volo e passaporto, verrebbero condivise preferenze alimentari, dati della carta di credito, numero di cellulare e e-mail .

I dati potranno essere conservati fino a un massimo di cinque anni, e utilizzati dalla polizia e dai servizi d’intelligence.

Una misura, il Passenger Name Record (Pnr), controversa, che per i militanti dei diritti civili mina gravemente la privacy, mentre per i suoi sostenitori potrebbe rappresentare uno strumento fondamentale contro i terroristi di ritorno da paesi come Iraq o Siria.

Hanno accettato di discutere dell’argomento con noi Timothy Kirkhope, l’eurodeputato relatore del testo sul Passenger Name Record, e Joe McNamee, dell’associazione per i diritti civili European Digital Rights.

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