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Via al processo per l'attentato di Boston, 30 capi d'accusa per Dzhokhar Tsarnaev

Quasi due anni fa l'esplosione di due ordigni alla maratona cittadina. Per l'unico imputato è stata chiesta la pena di morte.

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Via al processo per l'attentato di Boston, 30 capi d'accusa per Dzhokhar Tsarnaev

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Consapevolmente complice del fratello, come vuole l’accusa, o totalmente plagiato dal fratello? A questo interrogativo dovrà rispondere il processo a Dzhokhar Tsarnaev, imputato con 30 capi d’accusa, dei quali quattro sono di omicidio, per l’attentato alla Maratona di Boston del 15 aprile 2013.

Tre furono le persone rimaste uccise a causa dell’esplosione di due ordigni, tra cui un bambino, oltre 260 i feriti. La quarta vittima fu un poliziotto, ucciso nel campus del Massachussets institute of technology.

L’imputato si è presentato in aula in abito scuro, con camicia bianca e senza cravatta. È arrivato scortato dalla polizia ma senza manette, sotto gli sguardi fissi di alcune delle vittime e delle loro famiglie, tra cui i genitori del piccolo Martin Richard, che aveva solo otto anni.

Secondo fonti stampa, nella ricostruzione degli avvenimenti
l’accusa potrebbe anche mostrare come prova foto dell’autopsia
del bambino.

Sull’intero procedimento, iniziato mercoledì, aleggerà l’ombra del fratello di Dzhokhar, Tamerlan, ucciso in uno scontro con la polizia. La difesa dell’oggi 21enne, giunto negli Stati Uniti dal Daghestan quando era un bambino, proverà a convincere la giuria che lui, il minore dei due, fosse plagiato dal maggiore, vera mente criminale.

Artefice di quegli eventi che la popolazione ricorda ancora bene.

“Penso sia orrendo quello che è successo – dice Theresa Moulton,residente a Boston – e credo che debba essere condannato. Ritengo che dovrebbe passare la vita in prigione a ripensare a ciò che ha fatto, ammesso che abbia una coscienza. Credo nel sistema giudiziario e quindi che verrà fatta giustizia”.

Il pensiero di Gerard Riveron, dietro i suoi grossi occhiali scuri e i paraorecchi per difendersi dal freddo, va “a coloro che sono stati colpiti. Le famiglie che hanno perso i loro figli e le persone che sono in sedia a rotelle. È a loro che va la mia compassione. Lui è sicuramente colpevole”.

Non dovesse funzionare la linea difensiva, il rischio è una condanna a morte, non prevista dal Massachusetts ma dalla legge federale sì.

A deciderlo saranno 12 giurati, tutti bianchi. Più di un mese per sceglierli, assieme ai 6 supplenti. La sentenza è prevista entro quattro mesi.