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Ungheria: Fidesz e Orban in netto calo di popolarità

Un’elezione in una cittadina di sessantamila abitanti che si trasforma in un terremoto per il governo centrale. È quanto accaduto in Ungheria dove

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Ungheria: Fidesz e Orban in netto calo di popolarità

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Un’elezione in una cittadina di sessantamila abitanti che si trasforma in un terremoto per il governo centrale. È quanto accaduto in Ungheria dove nella circoscrizione di Veszprem il seggio è stato conquistato dal candidato indipendente Zoltán Kész che, sostenuto dai partiti di sinistra, ha ottenuto quasi il 43% dei voti, conquistando il seggio vacante e facendo perdere a Fidesz, il partito del premier Viktor Orbán, la maggioranza dei due terzi al parlamento. Al candidato di Fidesz Lajos Némedi sono andate il 33,6% delle preferenze.

“La gente – ha dichiarato al microfono di euronews il docente universitario Zoltán Kész – ne ha abbastanza della corruzione che ha raggiunto anche Veszprém. Dicono al governo di non rubare. Credo che questo dovrebbe essere basilare in politica. Hanno mandato un messaggio al regime di Orbán: quello di smettere
di rubare”.

Secondo gli ultimi sondaggi, tra novembre e dicembre Fidesz ha perso circa il dieci per cento dei consensi. Segnale di un forte cambio nell’opinione pubblica ungherese.

“Credo che tutti – sostiene un’elettrice – sentissero da mesi che quest’elezione sarebbe stata importante per l’intero Paese”.

“Siamo onesti – aggiunge un giovane – non mi attendevo questo risultato. Pensavo che il candidato di Fidesz avrebbe vinto. È stato un risultato sorprendente”.

Orban, grazie a cinque anni di controllo del parlamento, è riuscito a modificare la struttura dello Stato (Costituzione e legge elettorale) in senso illiberale e a occupare tutte le istituzioni del Paese.

Attila Magyar, euronews:
“Per la sinistra questo risultato rappresenta una speranza. I partiti d’opposizione credono sia l’inizio di un processo. I politici di Fidesz seguono quel che è accaduto con preoccupazione. Sul suo profilo Facebook il premier Viktor Orbán ha scritto che il suo partito non può sedersi sugli allori”.