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Sul tappeto rosso della Berlinale

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La sfilata di star sul tappeto rosso del Festival di Berlino ha fatto a meno del grande regista iraniano Jafar Panahi che non ha piu’ il passaporto

La sfilata di star sul tappeto rosso del Festival di Berlino ha fatto a meno del grande regista iraniano Jafar Panahi che non ha piu’ il passaporto, non puo’ uscire dall’Iran e quindi non sarebbe mai potuto venire. Eppure il suo film “Taxi” è in competizione ufficiale nella capitale tedesca.

Jafar Panahi è stato condannato nel 2010 a 20 anni di silenzio cinematografico dalle autorità di Teheran. Non puo’ lasciare il paese e rilasciare interviste. Questa volta ha reinventato il cinema trasformando un taxi in un set.

E la platea della berlinale gli tributa una valanga di applausi per quest’opera in cui si è improvvisato tassista.

L’umanità che sale sul taxi riconoscendo o forse no il regista finisce per innervare un’analisi sui problemi del fare cinema e non solo.

Il regista francese Benoît Jaquot è giunto con la sua attrice preferita a Berlino Léa Seydoux. Bocche cucite per gli sparuti membri del cast di film di Jaquot intitolato “Journal d’une femme de chambre”. Anche Vincent Lindon non vuole parlare.

“Journal d’une femme de chambre” è un romanzo di Mirabeau del 1900 che era già diventato film con Renoir e Buñuel. Questa volta pero’ la ciritca non applaude davanti all’erotismo raccapricciante di molte scene. La femme de chambre è appunto la Seydoux.

Benoît Jaquot: “La conscevo prima di girare, pensavo che avrebbe potuto portare qualcosa di assolutamente nuovo alla figura centrale; proprio per fare questo film, come se lo si girasse per la prima volta”.

Nicole Kidman e James Franco sono venuti per la presentazione del loro “La regina del deserto” firmato Werner Herzog.

Ecco allora un ritratto epico di una donna poco nota, Gertrude Bell (interpretata dalla Kidman) molto popolare fra i beduini del Medio oriente agli inizi del XX secolo. La signora del deserto, è stata avventuriera, spia dell’intelligence britannica, amica del giovane Lawrence d’Arabia, interpretato nel film da Robert Pattinson.

Nicole Kidman: “Non avevo sentito parlare di Gertrude Bell fino a che Werner mi ha mandato il copione, veramente è in una situazione analoga a quella di Lawrence d’ Arabia, ma era una donna e quindi non si faceva pubblicità. Per molte ragioni il suo nome non è noto. Puo’ esserci interesse per queste figure di spicco, era una donna molto affascinante”.

Werner Herzog è noto soprattutto per le sue pellicole di ambiente latinoamericano con protagonista l’attore Klaus Kinski. I titoli sono noti “Aguirre, furore di Dio”, “Fitzcarraldo” e non solo.

Wolfgang Spindler, euronews:
“ Come mai manda i suoi attori nel deserto e non nella giungla come fa abitualmente?”

Werner Herzog, regista “Perché il deserto è un paesaggio interiore, intimo. Per me la giungla non era solo una selva orribile, ma un luogo per sogni febbrili. Il deserto è un paesaggio enorme, metafora di quel che accade all’interno dei personaggi.”

Werner Herzog non ha mai vinto l’orso d’oro. L’ultima volta che era stato presenta alla competizione aveva portato il film “Siegni di vita” che aveva vinto l’Orso d’argento. Era il 1968.