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Il padre smentisce la morte cerebrale di Bobbi Kristina

La figlia di Whitney Houston ancora in coma artificiale. Condizioni critiche, ma il genitore non vuole arrendersi.

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Il padre smentisce la morte cerebrale di Bobbi Kristina

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Sottili differenze terminologiche per mantenere il flebile filo di speranza col quale Bobbi Kristina Brown è attaccata alla vita, almeno artificialmente.

La notizia della morte cerebrale dell’unica figlia di Whitney Houston è stata smentita dal padre. Secondo quanto ha affermato Bobby Brown, la 21enne trovata sabato scorso in bagno in stato di incoscienza è ancora in coma nell’ospedale di Roswell, vicino Atlanta, dove è stata ricoverata.

A pubblicarla era stato, per primo, il Radar Online, secondo il quale i familiari erano pronti a dare l’estremo saluto alla giovane, riferendo di un testimone oculare secondo il quale dopo la visita del medico si sono sentite urla nella stanza della ragazza. “È sembrato come se il
dottore avesse riferito qualcosa di serio – ha detto – in quel momento ho davvero pensato che Bobbi Kristina fosse morta o che avessero detto che non si riprenderà più”.

Non è mai stato esattamente chiarito se è solo attaccata a un respiratore oppure se tutte le sue funzioni vitali sono mantenute artificialmente. Nei giorni immediatamente successivi al ricovero, però, aveva dato segni di miglioramento.

Secondo informazioni che erano trapelate dagli ambienti medici, sarebbe stata in grado di muovere gli occhi e i livelli di ossigeno nel cervello erano aumentati. Le sue condizioni critiche erano dettate proprio dal fatto che per un certo lasso di tempo, prima che venisse soccorsa, l’ossigeno aveva smesso di arrivare del tutto.

La popstar madre di Kristina è morta tre anni fa in circostanze del tutto simili a quelle che tengono la vita della ragazza appesa a un filo, dopo aver ingerito un cocktail di farmaci e droghe.