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Nigeria: massacro di Boko Haram modifica immagini satellitari

La violenza di Boko Haram ha raggiunto il suo apice questo mese, quando il gruppo ha raso al suolo due villaggi. Oltre 2mila le vittime. Mentre ad Abuja si pensa alla campagna elettorale.

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Nigeria: massacro di Boko Haram modifica immagini satellitari

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Hanno ucciso una donna mentre partoriva. Usano bimbe-kamikaze per compiere stragi. Questo è Boko Haram. Il gruppo armato salafita, fondato nel 2002, da dieci anni cerca di imporre la sharia in Nigeria attraverso continui massacri. A gennaio, i villaggi di Baga e Doron Baga, nel nord-est del paese, sono stati rasi al suolo.

Point of view

I miliziani di Boko Haram hanno ucciso una su una donna mentre era in travaglio. Metà del neonato era fuori dal grembo e la donna è morta mentre lo dava alla luce

Un massacro senza precedenti. Queste immagini satellitari diffuse da Amnesty International mostrano i due villaggi sulle rive del lago Ciad devastati dal passaggio degli islamisti. Il bilancio potrebbe essere di 2000 morti.

C‘è anche una partoriente tra le migliaia di vittime dell’attacco sferrato la scorsa settimana dagli integralisti islamici di Boko Haram nei centri di Baga e Doron Baga nel nord-est della Nigeria. Amnesty International ha riportato il racconto di un testimone che ha riferito di aver visto i miliziani di Boko Haram sparare su una donna mentre era
in travaglio. “Metà del neonato era fuori dal grembo e la donna è morta mentre lo dava alla luce” ha detto l’uomo. Secondo Amnesty International “di tutti gli attacchi di Boko Haram analizzati, questo è stato certamente il più efferato contro i civili”, tra cui donne e bambini. Solo nella città di Baga sono state danneggiate o completamente distrutte da un incendio circa 620 strutture, mentre a Doron Baga sono
oltre 3.100 gli edifici devastati.

Un gruppo criminale sempre più violento: il 10 gennaio, una bambina di 10 anni è stata ricoperta di esplosivo e fatta letteralmente scoppiare in un mercato a Maiduguri. 20 le vittime, 18 i feriti. Il reclutamento forzato di bambini e giovanissimi è una pratica sistematica di Boko Haram.

È quasi impossibile entrare nella zona controllata dagli islamisti che si estende a macchia d’olio. Il grafico mostra in rosso il territorio sotto il loro pieno controllo e in giallo l’area dove i loro attacchi sono sempre più diffusi.

Il loro nome signfica “l’educazione occidentale è un peccato”. La loro ideologia è prossima a quella dei taleban dell’Afghanistan e le loro pratiche religiose assomigliano a quelle di una setta.

Un islamismo radicale governato dalla sharia, in cui le donne non hanno alcun valore. Nell’aprile scorso, Boko Haram si è fatto conoscere al mondo con il rapimento di 276 studentesse. Sono state convertite con la forza, sposate ai guerriglieri o vendute come schiave. Nessuno le ha più viste. E le famiglie hanno perso la speranza che il governo possa fare qualcosa.

Un governo che, invece, mostra l’immagine surreale di un Paese in campagna elettorale per le presidenziali. Mentre, a poche centinaia di chilometri, la scure di Boko Haram continua a massacrare, il Presidente uscente, Goodluck Jonathan, cristiano del sud e l’ex dittatore Muhammadu Buhari, musulmano del nord, si contendono il potere.

Dal 2009, Boko Haram avrebbe provocato la morte di 13mila persone e oltre 1 milione e mezzo di sfollati. All’inizio di gennaio, nell’arco di pochi giorni, il vicino Ciad ha dovuto affrontare un afflusso di oltre 11.000 rifugiati.