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Assalto al settimanale Charlie Hebdo, 12 morti. A Parigi è caccia ai tre attentatori

La redazione del settimanale satirico “Charlie Hebdo” a Parigi è stata assaltata da un commando di tre uomini armati di kalashnikov e fucili a pompa

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Assalto al settimanale Charlie Hebdo, 12 morti. A Parigi è caccia ai tre attentatori

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La redazione del settimanale satirico “Charlie Hebdo” a Parigi è stata assaltata da un commando di tre uomini armati di kalashnikov e fucili a pompa.

Il fatto è avvenuto intorno alle 11.30 di mercoledì mattina. Incappucciati e vestiti di nero, gli assalitori sono entrati nell’edificio e hanno cominciato a sparare urlando “Allah Akbar”, ‘Dio è grande’.

“Sono arrivati per uccidere”, affermano fonti di polizia. Dopo circa 10 minuti sono usciti in strada e, all’arrivo delle autorità, è seguito uno scontro a fuoco.

“Parlavano perfettamente francese, hanno rivendicato di essere di al Qaeda”, ha affermato la vignettista Corinne Rey detta “Coco”, sopravvissuta all’attacco.

Questo il suo racconto: “Due uomini incappucciati ed armati ci hanno brutalmente minacciato. Vvolevano entrare, salire. Ho aperto la porta con il codice numerico. Hanno sparato a Wolinski, Cabu… È durato 5 minuti…”

Il bilancio attuale è di 12 morti confermati, 2 poliziotti e 10 giornalisti e membri dello staff.

Tra di essi ci sono anche alcuni dei disegnatori più in vista del settimanale, il direttore Stéphane Charbonnier detto “Charb”, Bernard Verlhac detto “Tognous”, Jean Cabut detto “Cabu” e Georges Wolinski.

I feriti sarebbero 8. Quattro versano in condizioni molto gravi.

Il settimanale era finito sotto i riflettori per la pubblicazione di alcune vignette umoristiche che rappresentavano il profeta Maometto.

In un video si sentono gli attentatori urlare: “Abbiamo vendicato il profeta, abbiamo ucciso ‘Charlie Hebdo’”.

Durante l’assalto molti giornalisti si sono rifugiati sul tetto, come attestano le foto e i video pubblicati su Twitter. Una quarantina le persone che sono state tratte in salvo.

I responsabili non sono ancora stati catturati ed è caccia all’uomo nella capitale francese.

Posti di blocco sono stati disposti in tutta Parigi dopo che gli uomini armati sarebbero fuggiti, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto.

Le ricerche si concentrano nel dipartimento di
Seine-Saint-Denis, nella periferia nord-orientale di Parigi.

Su Twitter circolano foto e video che mostrano gli uomini armati in strada, davanti a una macchina della polizia.

Vestiti di nero e con passamontagna, hanno imboccato una strada contromano su una DS nera, forse rubata ad un passante.

Successivamente, hanno abbandonato la vettura nel 19esimo arrondissement (nel nord est della città) e hanno proseguito la fuga a piedi.

La polizia scientifica sta già effettuando i rilievi sull’auto

Le famiglie delle vittime intervenute sul luogo sono state portate nell’edifico di fronte alla sede di “Charlie Hebdo”.

Il Presidente della Repubblica François Hollande è arrivato sul posto dopo l’assalto e ha parlato con i media: “Un attentato terroristico, non c‘è dubbio”, ha detto. “Uno shock per la Francia – ha aggiunto – ed un attacco contro la libertà di pensiero”.

La riunione di emergenza con i responsabili prevista per le 14 è cominciata.

Hollande parlerà nuovamente alla nazione alle 20 di questa sera.

L’allerta-attentati è stata alzata al massimo livello in tutta la regione. Redazioni di televisioni e grandi quotidiani, ma anche scuole e luoghi di culto, sono stati messi sotto protezione.

La sede del quotidiano Le Figaro è completamente blindata, sono stati chiusi tutti gli accessi.

La sede del settimanale satirico “Charlie Hebdo” era già stata assalta nel novembre del 2011: una bomba molotov aveva incendiato gli uffici ed il sito web era stato successivamente violato.

Un ora prima dell’attacco il settimanale aveva pubblicato su Twitter i falsi auguri per il nuovo anno da parte del leader dell’ISIS al Baghdadi.

Proprio quest’ultimo aveva lanciato un appello ai musulumani nell’esagono ad attaccare la Francia.

Secondo alcuni corrispondenti, gran parte dello staff era presente in redazione, in quanto mercoledì è giorno in cui il settimanale va in stampa.

Dall’estero la condanna è unanime: quella del premier britannico David Cameron, ma anche dell’italiano Matteo Renzi, del presidente Usa Barack Obama e del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

È arrivata anche la reazione di Marine Le Pen, che denuncia un “attentato commesso da terroristi islamici”, anche se non ci sono ancora state rivendicazioni.