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Salgono le vittime del rogo sulla Norman Atlantic. Non chiaro il numero dei dispersi.

Il mare ha restituito un’altra vittima della Norman Atlantic. Salgono così ad almeno dieci i morti nell’incidente provocato dall’incendio scoppiato

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Salgono le vittime del rogo sulla Norman Atlantic. Non chiaro il numero dei dispersi.

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Il mare ha restituito un’altra vittima della Norman Atlantic. Salgono così ad almeno dieci i morti nell’incidente provocato dall’incendio scoppiato sul traghetto in viaggio dalla Grecia all’Italia alle 4.30 di domenica mattina.
Il numero delle vittime potrebbe aumentare anche se sono in corso le verifiche sulle liste dei passeggeri. Alcuni nomi non coincidono, come quelli di alcune delle persone salvate. Ufficialmente i dispersi restano una quarantina.

Mentre proseguono le ricerche, emergono i contorni di un inferno tra fuoco, vento e pioggia.

“Subito dopo l’incendio – spiega il timoniere, Tommaso de Lauro – volevamo evacuare la nave, ma non potevamo a causa delle pessime condizioni del mare, con vento e forte pioggia. Siamo riusciti a mettere in mare solo una scialuppa di salvataggio. L’altra si è incendiata”.

Per i passeggeri l’incubo è durato 37 lunghissime ore.

“Non è scattato nessun allarme – dice uno dei sopravvissuti, Athanasios Tsonas – Nemmeno una comunicazione dai megafoni. Nessuno che ci dicesse cosa fare. Ho dovuto cercare un giubbotto di salvataggio ed aiutare i miei figli ad indossarlo. Non c’era nessuno a darci indicazioni. Era il panico totale. È stato allucinante”.

Sull’incidente sono state aperte tre inchieste dalle procure di Bari, Lecce e Brindisi. Un atto dovuto hanno precisato i magistrati che hanno presentato come prima ipotesi di reato il naufragio colposo.
Il comandante della nave Argilio Giacomazzi e l’armatore Carlo Visentini sono stati iscritti nel registro degli indagati.