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Focus sulla maternità surrogata in Europa

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Focus sulla maternità surrogata in Europa

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“I paesi europei hanno posizioni molto diverse riguardo la maternità surrogata. Dove è consentita e dove è proibita? Secondo voi? Un’armonizzazione delle differenti legislazioni è possibile?

Al momento, la situazione riguardo la maternità surrogata sul territorio europeo e molto differente da luogo a luogo. Alcuni Stati hanno espressamente proibito la sua pratica, come la Francia, ad esempio, ma anche la Germania, la Spagna, la Svizzera e l’Italia.
Altri Paesi, un numero inferiore, allo stesso modo, l’hanno espressamente autorizzata. Sono la Grecia, il Regno Unito, la Russia o l’Ucraina. Alcuni Stati tra questi non hanno ancora aggiornato la propria legislazione.

Dobbiamo rispettare questa diversità europea? O, al contrario, dovremmo cercare di armonizzare tutte queste leggi diverse?

Per le istituzioni e le corti europee questo non è il punto cruciale.

Per la Corte europea sui diritti umani ad esempio, una tale diversità non è un problema.

In due sentenze molto importanti, emesse il 26/06/2014 (concernenti i casi ‘Mennesson contro Francia’ e ‘Labassée contro Francia’), la Corte europea dei diritti dell’uomo ha esplicitamente riconosciuto che uno Stato è autorizzato a vietare la maternità surrogata sul suolo nazionale.

Ma d’altra parte, la Corte ha ritenuto che tale divieto non dovrebbe essere a scapito dei bambini legalmente nati all’estero da maternità surrogata. Ed è per questa ragione, questa sola ragione, che la Corte ha condannato la Francia nel 2014.

Così, nel breve termine, tutti gli Stati europei, compresi quelli che vietano la maternità surrogata sul loro territorio, dovranno riconoscere formalmente la filiazione tra genitori e quei bambini nati attraverso la maternità surrogata all’estero.

Perché altrimenti questo violerebbe il diritto di identità dei bambini. Per questo, tali sentenze non intendono cercare un’armonizzazione della legislazione europea per un’accettazione della maternità surrogata.

Per quanto riguarda le istituzioni dell’UE, che differiscono dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, esse hanno una limitata competenza riguardo la politica familiare. Possono essere influenti sulla questione, ma questo non implica l’armonizzazione.

Sul medio e lungo termine, se dovesse crescere l’idea di un’armonizzazione e l’accettazione della maternità surrogata nell’Unione europea, ció sarebbe dovuto agli Stati membri.
In ogni caso, istituzioni e giudici europei dovrebbero solo riconoscere la scelta e legiferare nel corso di questa evoluzione.

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